Giornata mondiale della Salute Mentale. Intervista a Saràh psicologa MSF in Pakistan

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Dopo nove mesi in Pakistan, Saràh Dina lascia il paese incoraggiata dai risultati positivi che le sessioni di assistenza alla salute mentale hanno avuto su una popolazione afflitta da conflitti, povertà e da difficili sfide della vita. Durante la sua permanenza in Pakistan, Dina ha coordinato il lavoro di un gruppo di psicologi MSF, nella provincia del Baluchistan. In questa intervista ci racconta la sua esperienza.

Perché abbiamo un programma di salute mentale nella provincia del Baluchistan? 

Il nostro programma di assistenza alla salute mentale nel Baluchistan è rivolto ai pazienti provenienti dai progetti che MSF gestisce a Quetta, la capitale della provincia, e a Kuchlak, la città vicina. Il programma è iniziato nel 2008 quando un medico in servizio a Kuchlak notò che molte donne soffrivano di disturbi fisici, malessere generale e mal di testa, inspiegabili dal punto di vista medico. A un’analisi più approfondita sono emerse chiare ragioni psicologiche al loro dolore. Un paio di anni fa il programma è stato esteso all’ospedale pediatrico di Quetta.

Che tipo di pazienti usufruisce dei nostri servizi?

La maggior parte dei nostri pazienti è di sesso femminile (circa l’82 per cento) e prevalentemente adulta, ma seguiamo anche bambini e questa specifica parte del programma è in fase di crescita. Molti dei nostri beneficiari provengono da ambienti socio-economici svantaggiati. Molti di loro sono originari dell’Afghanistan, arrivati come rifugiati anni fa. Incontriamo un sacco di donne soggette a depressione e ansia. A primo impatto, si potrebbe dire che sono sintomi comuni a qualsiasi altra parte del mondo ma, non appena si scava in profondità, si scopre in realtà che le cause di tali problemi sono tipiche della regione. 

Quali sono i fattori che più incidono sulla salute mentale in Pakistan?

Ci troviamo di fronte a problemi legati principalmente alla povertà e alla violenza. Solitamente le persone che si rivolgono a noi sono affette da una combinazione di più fattori che influenzano la loro salute psicologica. Alcune persone sono state esposte alla crudeltà della guerra e del conflitto. Molti altri hanno sperimentato il dolore e la perdita, in relazione, ad esempio, a situazioni legate alla mortalità materna e infantile. Detto ciò, è una comunità molto forte.

Potresti descrivere alcuni casi tipici?

Molte delle donne che si rivolgono a noi hanno perso il proprio marito durante la guerra e, nonostante siano trascorsi diversi anni, conservano ancora un barlume di speranza che possa essere ancora vivo, segnando  in tal modo il resto della loro vita. Diventano improvvisamente responsabili del mantenimento economico dei propri figli e se non hanno attorno una famiglia su cui poter contare hanno sulle loro spalle tutta la responsabilità. Molte donne subiscono episodi di violenza domestica e vengono a trovare i nostri psicologi per cercare sollievo, non essendo in grado di parlare così apertamente altrove. Ci sono anche uomini e donne che si rivolgono a noi con i sintomi di stress post-traumatico. Alcuni hanno incubi e flashback che fanno rivivere quei periodi della loro vita che avrebbero, invece, preferito dimenticare – come le guerre, i conflitti o le violenze domestiche.
Come fanno queste donne ad affrontare un tale dolore?Il tempo che le persone hanno per vivere il proprio dolore è troppo breve. Alcune donne già a 30-40 anni di età hanno avuto più di 10 figli e non tutti sono sopravvissuti. Abbiamo visto casi di madri che hanno perso anche quattro o cinque figli ma a ogni morte la loro prospettiva è comunque quella di andare avanti. È necessario sottolineare che questo, tuttavia, non si verifica in ogni famiglia.

Quali sono le opinioni dai nostri pazienti rispetto al programma?

Molte persone sono sorprese del fatto che parlare con uno psicologo aiuti. Si tratta di una società molto dipendente dai farmaci e quando qualcuno ha un problema tende subito ad assumere pillole. Molte persone hanno fatto uso di psicofarmaci per diversi anni e quando arrivanoda noi ci informano che il farmaco non porta più loro alcun sollievo. Ciò è probabilmente dovuto a un abuso di farmaci non idonei e a una diagnosi errata. All’inizio non eravamo sicuri se un programma di questo tipo avrebbe potuto funzionare perché i concetti di assistenza psicologica e di salute mentale sono del tutto nuovi nel Baluchistan. Con il passare degli anni, però, abbiamo assistito a un aumento significativo del numero di persone che hanno avuto accesso ai nostri servizi. I nostri psicologi visitano solitamente cinque pazienti al giorno, un numero elevato se si considera il lungo tempo necessario per ogni visita e il fatto che i pazienti ritornano anche tre o quattro volte. Alcune persone si fermano dopo queste sessioni perché si sentono già meglio, altri, invece, hanno bisogno di tornare. Non siamo attrezzati per affrontare problemi psichiatrici acuti, come la psicosi. Pazienti di questo tipo devono essere indirizzati nei centri specializzati. Abbiamo pazienti che fanno uso dei nostri servizi di consulenza anche per molti anni ma non è tra i nostri obiettivi fornire assistenza psicologica per un lungo periodo.

Potresti condividere un’esperienza positiva con noi?

Data l’incertezza del contesto in cui stavo lavorando, non ero mai sicura della possibilità di avere una visita di controllo con un paziente. Il team di consulenti mi avrebbe informato di qualsiasi progresso che riguardava ogni singola donna che avevo incontrato. Un giorno una donna è venuta a parlare con uno dei consulenti e sapeva che si stava avvicinando la fine del mio soggiorno. Non sapendo se ci saremmo incontrate ancora ha chiesto allo psicologo di insegnarle qualche parola in inglese. Alla fine mi ha chiamata al telefono ringraziandomi in un inglese un po’ arrangiato per il lavoro fatto insieme a lei. Ho imparato che è possibile comunicare con le persone anche senza parlare la stessa lingua, ma con la profondità d’animo e la gentilezza. 

La presenza di MSF in Baluchistan

MSF offre sessioni di assistenza alla salute mentale in due luoghi diversi nella provincia di Baluchistan: a Quetta, la capitale della provincia, e a Kuchlak, la città vicina. A Kuchlak MSF gestisce una clinica per l’assistenza sanitaria materna e infantile e un programma per la leishmaniosi. A Quetta, invece, MSF gestisce un ospedale pediatrico principalmente per neonati e offre anche servizi di nutrizione. Tra gennaio e luglio 2014, MSF ha gestito 3,176 sessioni di assistenza alla salute mentale. L’obiettivo per l’anno era di circa 4,000 consultazioni ma è stato aumentato dato il trend positivo. 

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