Giornata Mondiale della Tubercolosi

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Milano – Medici Senza Frontiere (MSF), in occasione della Giornata Mondiale della Tubercolosi del 24 marzo, lancia a Milano la campagna "Tubercolosi: i nuovi volti di una vecchia malattia". L’obiettivo della campagna è quello di inserire la tubercolosi (TBC) nell’agenda delle istituzioni, degli operatori sanitari e dei mezzi di comunicazione in Italia in vista del G8 che avrà luogo nel nostro paese in luglio.

Nel corso della conferenza stampa sono state presentate due importanti iniziative della campagna "Tubercolosi: i nuovi volti di una vecchia malattia", iniziative che vedranno coinvolti il CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale) dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e la Commissione Diritti Umani del Senato. Anzitutto uno studio sul flusso di finanziamenti in Italia per la ricerca sulle malattie dimenticate, fra cui la TBC, che verrà effettuato nei prossimi mesi da MSF con la collaborazione del CERGAS dell'Università Bocconi. A seguire, un convegno sulla TBC nel mese di giugno, nel corso del quale verrà anche presentato lo studio sul flusso di finanziamenti in Italia per la ricerca sulle malattie dimenticate, organizzato in collaborazione con la Commissione Diritti Umani del Senato.

MSF ha inoltre presentato il rapporto “Tubercolosi – I nuovi volti di una vecchia malattia”, dove si evidenzia come la tubercolosi – che secondo i dati dell’OMS uccide ogni anno quasi 2 milioni di persone e ne infetta 9 milioni – non solo non sia stata affatto sconfitta, ma sia tornata con nuovi volti ancora più difficili da sconfiggere: la co-infezione HIV-TBC, e la diffusione di ceppi di TBC resistenti ai farmaci.

“MSF chiede un maggiore accesso alle cure e un maggiore accesso a test diagnostici più adeguati, estendendo i programmi di cura della TBC farmacoresistente, favorendo l’accesso a farmaci di seconda linea, integrando la cura per la TBC con la cura dell’HIV”, dichiara Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia.

Nel rapporto MSF chiede inoltre un maggiore impegno nella ricerca contro la TBC, in particolare la ricerca di strumenti adatti ai bambini e ai pazienti HIV-positivi e strumenti diagnostici che possano essere impiegati il più vicino possibile ai luoghi dove vivono i pazienti. MSF chiede inoltre di aumentare gli studi clinici, di incrementare i fondi investiti e di sostenere meccanismi alternativi per finanziare la ricerca e lo sviluppo e supportare l’accesso ai farmaci.

MSF ha inoltre presentato il sito www.tubercolosi.medicisenzafrontiere.it con testimonianze di pazienti e di operatori umanitari di MSF impegnati nella lotta contro i nuovi volti di una vecchia malattia.

“Non possiamo dimenticare che, secondo l’OMS, un terzo della popolazione mondiale è contagiata dal bacillo della TBC”, continua Moschochoritis. “Siamo molto soddisfatti dell’avvio di questa collaborazione con il CERGAS dell’Università Bocconi e con la Commissione Diritti Umani del Senato, e ci auguriamo che, in vista del prossimo G8, possa contribuire a un maggiore sforzo globale per combattere questa terribile malattia”. 

Scarica il rapporto “TBC – I nuovi volti di una vecchia malattia” >>

 

MSF e la tubercolosi
In un anno MSF ha curato più di 29mila persone affette da TBC in 31 paesi. MSF cura persone affette dalla TBC in contesti di conflitto cronico e di instabilità politica come in Abkhazia, Repubblica Democratica del Congo e Cecenia, nei campi rifugiati come in Ciad e in Thailandia; nelle carceri come in Kirghizistan; in progetti di assistenza medica di base in diversi paesi. MSF sta assistendo a un aumento considerevole di pazienti affetti dalla forma multiresistente della malattia. Nel 2007 sono state prese in cura circa 600 persone colpite da questa forma grave di TBC contro le 259 nel 2006.

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