Haiti: rapporto di Medici Senza Frontiere a sei mesi dal terremoto

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Roma/Port-au-Prince – Sei mesi dopo il terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio, Medici Senza Frontiere pubblica oggi un rapporto che descrive e analizza le diverse fasi dell'azione di MSF in quello che è stato il più grande intervento di emergenza mai affrontato dall'organizzazione. Il rapporto “Emergency response after the Haiti earthquake”, descrive anche le terribili condizioni di vita in cui versano gli haitiani ancora oggi e spiega l’impegno di MSF nei prossimi anni.

Le attività di MSF a Haiti si sono evolute nel corso dei sei mesi trascorsi dal sisma, passando da un’immediata risposta all’emergenza ad un’ampia gamma di attività mediche e di soccorso. “Gli haitiani sono stati i primi a rispondere a questo disastro e abbiamo rafforzato il loro impegno con un massiccio intervento. Oggi, per gli haitiani la fornitura di assistenza medica è migliorata e le cure mediche sono certamente più accessibili per la popolazione”, dice Stefano Zannini, Capo-missione di MSF a Haiti, che si trovava già a Port-au-Prince prima che il terremoto uccidesse o ferisse centinaia di migliaia di persone e ne lasciasse più di un milione senza casa.

La situazione per molti haitiani è ancora enormemente precaria, mentre la frustrazione cresce fra la popolazione che è amareggiata per la lentezza della ricostruzione. “Sei mesi dopo la realtà di Haiti rimane ancora drammatica, nonostante le promesse di aiutare le vittime formulate sull'onda dell'entusiasmo delle prime settimane", aggiunge Stefano Zannini.

Il rapporto di MSF mostra i dati globali dell’intervento che evidenziano la portata delle attività dell’organizzazione. Al 31 maggio, nei primi 138 giorni dopo il disastro, il personale di MSF ha trattato più di 173mila pazienti e ha realizzato oltre 11mila interventi chirurgici. Più di 81mila haitiani hanno ricevuto supporto psicologico. MSF ha distribuito circa 27mila tende e 35mila kit per l’emergenza.

Nel rapporto, si descrivono alcune delle scelte compiute nelle prime settimane dopo il terremoto. Per esempio, il numero estremamente alto di feriti ha costretto le equipe di MSF ha concentrarsi sulla stabilizzazione dei pazienti e sulla chirurgia d’emergenza, a scapito di altre attività. La scelta dei luoghi in cui collocare le strutture mediche temporanee è stata fatta in fretta dal momento che si trattava di una gara contro il tempo.

MSF ha inviato rapidamente un gran numero di operatori umanitari internazionali – due mesi dopo il sisma, MSF ne aveva sul campo 350 – dal momento che molti sanitari haitiani con i propri familiari hanno subito le conseguenze del disastro. Questo ha comportato per MSF un grande sforzo in materia di risorse umane e di capacità di gestione organizzativa. In un secondo tempo, l’organizzazione ha potuto ridurre il numero di operatori umanitari internazionali, visto che poco a poco sempre più haitiani venivano impiegati come staff di MSF arrivando ad essere il 93% del totale a fine maggio.

MSF sottolinea che, al 31 maggio, le donazioni ricevute per Haiti hanno toccato la quota di 91 milioni di euro. L’organizzazione ha speso 53 milioni di euro che comprendono: 11 milioni per la chirurgia, 4 milioni per la salute materno-infantile (fra i numerosi interventi seguiti da MSF, anche 3.700 parti) e più di 8,5 milioni di euro per la fornitura di ripari per i senzatetto. MSF prevede che entro la fine dell’anno avrà speso 89 milioni di euro per assistere la popolazione di Haiti.

C’è incertezza sulla velocità della ricostruzione e sulla durata dell’impegno delle altre organizzazioni nel prestare assistenza medica. MSF continuerà a lavorare per le vittime del terremoto nei prossimi anni. “L’assistenza sanitaria era già fragile a Haiti prima del terremoto del 12 gennaio”, dice Unni Karunakara, Presidente internazionale di MSF. “Il sisma ha distrutto molte delle strutture mediche che erano disponibili. Ci vorranno molti anni prima che il paese si possa rimettere in piedi. MSF è determinata a fare la propria parte per riabilitare l’assistenza sanitaria per gli abitanti di Haiti e dedicherà tutti gli operatori e i mezzi necessari a farlo”.

Leggi il rapporto in inglese “Emergency response after the Haiti earthquake” e la sintesi in italiano >>

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