I genitori dell’ operatrice di MSF uccisa in Afganistan il 2 giugno 2004 hanno incontrato il Presidente afgano.

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Nel corso dell'incontro, il presidente dell'Afghanistan ha comunicato ai genitori che l'aggressione ai danni degli operatori umanitari di MSF non è stato un atto politico o religioso ma un atto puramente criminale.

"Karzai ha detto che il principale indiziato era un poliziotto della provincia di Badghis", ha riferito Francis de Beir a MSF. "Questo poliziotto era stato rimosso dal suo incarico e a quanto pare voleva dimostrare che la sicurezza sarebbe diminuita se non fosse stato reintegrato".

"Secondo Karzai – ha continuato de Beir – in seguito agli omicidi, il governo centrale ha condotto due indagini nella provincia di Badghis. La prima non ha portato a nulla perché gli sforzi della squadra per indagare sul caso sono stati ostacolati dai legami familiari: il poliziotto, che nel frattempo è tornato al lavoro, è il nipote del capo del distretto che a sua volta è il fratello del governatore della provincia".

"Il presidente ha parlato di una seconda indagine – ha detto il padre della vittima – che ha rivelato come, nella provincia di Badghis, le atrocità fossero quasi una consuetudine. La risposta del governo ai risultati dell'indagine è stata quella di inviare truppe armate per rafforzare la sicurezza".

"Karzai ha inoltre accennato al fatto che l'impiego di altre forze armate avrebbe contribuito a ristabilire l'ordine nella provincia, anche all'interno del dipartimento della polizia locale. Ha inoltre assicurato che oggi il suo governo è più forte di quanto non fosse un anno fa".

"Il presidente ha inoltre rinnovato la promessa che il responsabile dell'atto criminale sarà arrestato e assicurato alla giustizia e sono stato invitato a essere presente al processo che si terrà in Afghanistan".

La reazione di MSF

MSF è riconoscente per l'incontro tra i genitori di Hélène de Beir e il presidente afgano. L'organizzazione ha la sensazione che non solo Karzai sia consapevole e interessato al caso ma anche che voglia prendere misure concrete per la sua risoluzione. Se e quando la promessa di Karzai verrà mantenuta, sarà un primo passo nell'adempimento della giustizia e nel rifiuto dell'impunità per le brutali aggressioni ai danni degli operatori umanitari.

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