Il ministero dell’Interno nega ai volontari di MSF il permesso di assistere gli stranieri che arrivano a Lampedusa.

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I volontari dell’associazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere non potranno più prestare la loro opera di assistenza sanitaria a favore degli stranieri che arrivano a Lampedusa. Il ministero dell’Interno ha appena comunicato ufficialmente il rifiuto al rinnovo dell’accordo con la prefettura competente che permetteva a MSF l’accesso alla struttura.

La comunicazione dell’estromissione arriva a due mesi e mezzo dalla presentazione del rapporto di MSF sui Centri di Permanenza Temporanea (CPT). Due mesi e mezzo durante i quali MSF ha chiesto di essere ricevuta dai rappresentanti del ministero, senza ottenere alcuna risposta.

Il rifiuto del ministero aggrava la già pesante mancanza di trasparenza nella gestione dei centri di trattenimento per stranieri in Italia, ma soprattutto rischia di privare migliaia di persone che ogni anno sbarcano a Lampedusa della possibilità di ricevere assistenza sanitaria adeguata. – spiega Loris De Filippi, responsabile dei progetti italiani di MSF – Queste persone, che fuggono da guerre e situazioni di violenza diffusa, arrivano in Italia dopo aver viaggiato spesso in condizioni disumane”.

MSF lavora, a titolo completamente gratuito, nel centro di Lampedusa dal settembre 2002 e fin qui ha assistito circa 7mila persone l’anno. Nel corso del 2003 équipes di MSF hanno visitato tutti gli 11 CPT e i 4 centri “ibridi” esistenti sul territorio nazionale: da questo lavoro è nato un Rapporto, presentato lo scorso 26 gennaio, che denunciava gravi violazioni e inadeguatezze in tutti i Centri. Pur criticando il sistema di detenzione amministrativa degli irregolari praticato in Italia, MSF ha chiesto di poter tornare a lavorare nel Centro di Lampedusa, dopo la consueta pausa invernale (quando gli sbarchi diminuiscono) perché l’Isola rappresenta il principale punto di approdo per stranieri che spesso arrivano in condizioni di salute precarie.

Ufficialmente il rifiuto a rinnovare il permesso all’ingresso – spiega ancora De Filippi – è motivato con l’elevata professionalità dei servizi resi dall’ente gestore del centro, la Confraternita delle Misericordiae. Ma il nostro staff che ha lavorato all’interno del centro ha più volte riscontrato gravi inadeguatezze nell’assistenza sanitaria erogata agli stranieri. Il centro non è attrezzato per le situazioni di emergenza, come gli sbarchi numerosi; è spesso sovraffollato e presenta condizioni di igiene inadeguate. In molte occasioni abbiamo verificato insufficienza di medicinali e di attrezzature sanitarie di base. Nel centro, fino alla nostra ultima visita, mancava inoltre una struttura idonea all’isolamento di eventuali casi di malattie infettive”.

MSF chiede ora che i membri della Commissione per i diritti umani del Senato visitino regolarmente il centro di Lampedusa per verificare le condizioni di trattenimento degli ospiti e la soddisfazione dei bisogni di assistenza sanitaria.

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