Il nuovo libro di MSF Intervenire a ogni costo? Negoziati umanitari: l esperienza di Medici Senza Frontiere

La pubblicazione ripercorre l’evolversi delle ambizioni di MSF, gli ostacoli incontrati e le manovre politiche che hanno o non hanno permesso di superarli e intende contribuire al dibattito sulle pratiche e gli obiettivi dell’azione umanitaria contemporanea. Contestando l’idea di una contrazione dello spazio umanitario, dimostra che la libertà di azione delle ONG è frutto talvolta di un compromesso tra i loro interessi e gli interessi del “potere” locale. Nel corso di questi negoziati, gli obiettivi umanitari possono stravolgersi fino a diventare irriconoscibili. Da qui la domanda di fondo di quest’opera: è possibile parlare di un “compromesso accettabile”?

Attraverso casi studio specifici, dall’Afghanistan alla Somalia, dal Myanmar all’Etiopia, dallo Yemen al Pakistan, dalle catastrofi naturali ad altre emergenze, il libro – curato dalla Fondazione Crash (Centre de Réflexion sur l'Action et les Savoirs Humanitaires) di MSF a Parigi – esamina i compromessi fatti da MSF per accedere alle popolazioni bisognose di cure mediche, i successi e i fallimenti.

È molto difficile e rischioso ‘svelare’ talune scelte che abbiamo compiuto negli scenari più delicati in cui lavoriamo – dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore generale di MSF Italia – ma crediamo che aprire una discussione sui limiti e le sfide dell’azione umanitaria sia quanto mai necessario. Solo se siamo onesti con noi stessi rispetto ai nostri successi e agli errori commessi possiamo migliorare e rendere ancora più efficace la nostra azione”.

Nella prima parte del libro vengono presentati i casi che appartengono alla storia recente di MSF per mostrare cosa produce l’incontro tra gli interessi, a volte divergenti e a volte convergenti, di MSF e dei suoi interlocutori: movimenti politico-militari che utilizzano l’aiuto umanitario per stabilire la propria legittimità locale e internazionale, stati che cercano di isolare o consolidare un regime straniero, militari che rifiutano qualsiasi distinzione tra combattenti e non combattenti, autorità più preoccupate delle conseguenze politiche di un’epidemia che del suo impatto sulla salute o movimenti di attivisti che difendono un progetto di riforma della loro società. Nella seconda parte viene spiegata l’evoluzione delle scelte di MSF in base alle sue esperienze, ma anche alle ideologie connesse a quarant’anni di guerre, di salute pubblica e di catastrofi naturali.

Questo libro affascinante e puntuale, basato sul racconto di casi studio, mette in evidenza i vincoli, passati e presenti, della fiera tradizione di MSF di 'parlare' in nome delle vittime di catastrofi. Tale tradizione è oggi in pericolo – in parte da contratti 'bavaglio' imposti dai governi dei Paesi ospitanti e in parte a causa dei timori che le dichiarazioni pubbliche possono legittimare interventi militari occidentali e azioni penali internazionali, quindi anche mettere a rischio la neutralità di MSF e la sicurezza. Fornendo un’avvincente 'Inside Story', questo libro mette in luce in maniera costante l'importanza di 'parlare' ed esemplifica la tradizione auto-critica di MSF e il suo dissenso interno. In un'epoca di cautela, pubbliche relazioni e autopromozione, è una lettura essenziale
David Keen, Professor of Conflict Studies, London School of Economics and Political Science.

 


Presentazione: sabato 26 novembre alle ore 18 presso il Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/A, Roma (Diretta video su: www.medicisenzafrontiere.it e www.internazionale.it )

Con:

  • Kostas Moschochoritis, Direttore Generale Medici Senza Frontiere Italia
  • David Rieff, Giornalista e analista/esperto di politica
  • Fabrice Weissman, Fondazione CRASH

Modera: Giovanni Porzio, Giornalista

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