Il prezzo degli antiretrovirali per i malati di AIDS nei paesi in via di sviluppo è più alto che in Svizzera

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Due anni e mezzo dopo l’annuncio di Roche, gigante svizzero dell’industria farmaceutica, di un’importante diminuzione del prezzo (*) dei suoi farmaci contro l’AIDS, il suo principale prodotto, il Nelfinavir (Viracept ®), risulta attualmente più caro in Guatemala e in Ucraina che in Svizzera.

Inoltre, il prezzo ufficiale più basso è cinque volte superiore a quello dei prodotti della stessa classe proposti da altri laboratori. In una lettera aperta scritta a Roche il 18 novembre scorso, MSF chiede alla casa farmaceutica svizzera di diminuire in modo significativo il prezzo del Nelfinavir e di assumersi le sue responsabilità nella lotta mondiale all’AIDS.

UN MEDICINALE PIÙ CARO IN GUATEMALA O IN UCRAINA CHE IN SVIZZERA

Quaranta milioni di persone sono colpite dall’HIV/AIDS. Il 95% di queste persone vive nei paesi in via di sviluppo. MSF cura con la triterapia le persone colpite da questa malattia in dieci paesi in via di sviluppo. “MSF prescrive ogni giorno antiretrovirali acquistati a produttori di generici o a laboratori di marche, come Roche, i cui prodotti sono sotto brevetto. Sappiamo per esperienza che le dichiarazioni pubbliche di Roche sulle riduzioni di prezzo non corrispondono alla realtà. Infatti è esattamente il contrario: Roche fa pagare di più lo stesso medicinale nei paesi in via di sviluppo che in Svizzera“, spiega Thomas Linde, Direttore generale di MSF Svizzera.

In realtà, Roche fa pagare il Viracept ® 8.358 dollari per paziente all’anno al governo del Guatemala e 7.110 dollari per paziente all’anno all’Ucraina, mentre lo stesso farmaco costa 6.169 dollari in Svizzera. “Roche afferma di chiedere 3.171 dollari per paziente all’anno per questo trattamento nei paesi meno sviluppati. Ma i pazienti camerunesi devono sborsare 4.124 dollari per paziente all’anno, una somma enorme in un paese in cui il reddito medio annuale pro capite è di 570 dollari. Gli altri principali produttori di farmaci utilizzano dei sistemi di prezzi differenziati per i paesi poveri e offrono, per la maggior parte, degli sconti che vanno dall’87 al 92% rispetto ai prezzi praticati in Svizzera. Perché Roche non fa lo stesso?“, commenta Thomas Linde. Inoltre MSF è sorpresa dal fatto che Roche pratichi dei prezzi più alti ai governi rispetto alle ONG, tra le quali anche MSF.

MSF cerca di ridurre i costi e di trattare il maggior numero di pazienti possibile usando, quando sono disponibili, i farmaci generici di qualità. Ma in certi casi, come per il Nelfinavir, l’unica possibilità è il prodotto di marca originale. “Per le associazioni come MSF, come per i governi interessati, è difficile ampliare il trattamento contro l’AIDS a causa del costo elevato di questo medicinale, peraltro raccomandato dall’OMS“, spiega la dottoressa Elisabeth le Saout, responsabile della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali per MSF Svizzera.

Interpellata più volte a questo proposito, soprattutto da MSF, Roche ha affermato di vendere il Viracept ® a prezzo di costo e che un accordo sulla licenza con Pfizer, un altro produttore, impediva di abbassarne il prezzo. È stato provato poi che queste due affermazioni sono false. MSF dispone di informazioni che contraddicono la prima e Pfizer ha pubblicamente precisato che l’accordo di licenza in questione è basato solo su una percentuale di vendite e che Roche è completamente libera di fissare il prezzo del Viracept ® per ogni paese.

Nella lettera aperta, MSF chiede a Roche una diminuzione dell’85% del prezzo praticato in Svizzera per i paesi meno avanzati; di stabilire una politica di prezzi differenziati coerente per i paesi a reddito medio, come l’Ucraina e il Guatemala, piuttosto che obbligare questi paesi a negoziazioni caso per caso – in questo modo il Brasile ha ottenuto il prezzo migliore rispetto a qualsiasi altro paese in via di sviluppo; e infine di assicurarsi che questa politica dei prezzi sia applicata in modo corretto per i paesi menzionati.

Sfidiamo Roche a mantenere le promesse e ad assumere le sue responsabilità nella lotta mondiale contro l’AIDS“, conclude la dottoressa le Saout.

* L’iniziativa “Accelerare l’accesso alle cure e al trattamento dell’HIV/AIDS” è stata lanciata dal Programma comune delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS) nel 2000. Invece di imporre delle riduzioni di prezzo per i paesi meno avanzati e per quelli a reddito medio, sono i paesi che devono negoziare il prezzo di ogni medicinale con le multinazionali che hanno aderito all’iniziativa: Roche, Merck, Boehringer, Ingelheim, GlaxoSmithKline e Bristol-Myers Squibb.

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