India il Primo ministro deve resistere alle pressioni europee che vorrebbero svendere la salute globale

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Roma/Nuova Delhi – L’India deve resistere alle pressioni esercitate dall’Unione Europea per farle accettare, come parte degli accordi di libero scambio, provvedimenti nocivi che avranno un enorme impatto sull’accesso a farmaci generici a basso costo, denuncia l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF). Nella ripresa dei negoziati sugli accordi di libero scambio, di cui fa parte la discussione del delicato capitolo sulla proprietà intellettuale, viene riferito che ora il gabinetto del Primo Ministro indiano (PMO) sia pronto a cedere alle richieste dell’Unione Europea, imponendo severe limitazioni alla capacità dell’industria dei farmaci generici indiani di produrre medicinali salva-vita a prezzi concorrenziali.

Chiediamo al Primo Ministro indiano di opporsi alle pressioni dell’Unione Europea e difendere il ruolo dell’India in quanto ‘farmacia’ dei paesi in via di sviluppo”, dichiara Unni Karunakara, Persidente internazionale di MSF.

MSF fa affidamento ai farmaci a basso costo prodotti in India per curare più di 160.000 persone sieropositive nei paesi in via di sviluppo. L’India è anche la fonte dell’80% dei farmaci antiretrovirali acquistati da donatori come il Fondo Globale. Ma da quanto trapela dalla bozza dell’accordo sugli accordi commerciali, l’Europa sta spingendo l’introduzione di diverse disposizioni che limiterebbero la competizione dei produttori di farmaci generici.

“La posizione negoziale dell’India è stata sempre contrapposta agli sforzi messi in atto dall’Unione Europea per imporre maggiori restrizioni sulla produzione dei farmaci generici rispetto a quanto richiesto dalle regole del commercio internazionale”, dichiara Leena Menghaney, della campagna di MSF per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. “Ma gli ultimi resoconti indicano che ora il Primo Ministro sia pronto a tornare sui suoi passi per concludere in fretta i negoziati. Ci appelliamo al Primo Ministro indiano affinché respinga le richieste dell’Unione Europea”.

I farmaci generici indiani hanno giocato un ruolo fondamentale nel considerevole aumento delle cure antiretrovirali nei paesi in via di sviluppo perché, fino al 2005, il paese non imponeva brevetti sulle medicine. Questo ha permesso alle industrie farmaceutiche di produrre farmaci a basso costo, facendo abbassare i prezzi del 99% negli ultimi 10 anni. Ma, a partire dal 2005, le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno obbligato l’India a imporre i brevetti sui farmaci. Questo sta avendo un impatto negativo nell’accesso alle nuove versioni di seconda linea dei farmaci antiretrovirali a basso costo, alcune delle quali sono già state coperte da brevetto in India.

Ora, le politiche che vengono spinte dall’Unione Europea restringerebbero ulteriormente la produzione di medicinali a basso costo. In particolare, l’UE sta cercando di imporre la cosiddetta “esclusività dei dati” che agirebbe come un brevetto bloccando il mercato dei farmaci generici fino a 10 anni. Cosa ancor più preoccupante, l’esclusività dei dati si applicherebbe anche a prodotti che per la legge indiana non richiedono un brevetto. Agendo sottobanco come protezione per tutelare i monopoli, l’esclusività dei dati bloccherebbe lo sviluppo di nuove combinazioni farmaceutiche a dose fissa, che permettono di condensare più medicine in un’unica pillola, nonostante queste non possano essere messe sotto brevetto in India.

Il Commissario Europeo per il Commercio ci ha confermato che continuerà a fare pressioni sull’India per l’esclusività dei dati”, continua Karunakara. “Abbiamo chiesto all’India di rifiutare l’esclusività dei dati e qualsiasi altro punto dell’agenda europea sul commercio che ecceda quanto richiesto dalle regole del commercio internazionale e metta a repentaglio l’ancora di salvezza che rappresentano i farmaci a basso costo per i paesi in via di sviluppo”.

 

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