India registrato nuovo farmaco per curare la Leishmaniosi

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La leishmaniosi viscerale, conosciuta anche come “febbre nera”, è una malattia parassitaria endemica in 62 paesi dove circa 200 milioni di persone rischiano di essere morse dai flebotomi infetti che diffondono il parassita; il 90% di tutti i casi si presenta in Sudan, Bangladesh, Nepal, India e Brasile.

Ginevra – L’organizzazione internazionale di soccorso medico Medici Senza Frontiere apprende con soddisfazione la notizia diffusa questa settimana dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) relativa alla registrazione in India della miltefosina, un nuovo farmaco per la cura della leishmaniosi viscerale (*), e del suo possibile utilizzo nella cura dei pazienti affetti da questa malattia. La leishmaniosi viscerale, malattia quasi sempre mortale se non curata, colpisce circa mezzo milione di persone al mondo, prevalentemente poveri residenti nelle zone isolate dei paesi meno sviluppati.

È una splendida notizia per i pazienti affetti da leishmaniosi. C’è un bisogno disperato di trattamenti nuovi ed efficaci. Pur con i suoi limiti, la miltefosina è il primo farmaco somministrabile per via orale e, di conseguenza, è il più pratico rispetto agli attuali farmaci iniettabili,” ha dichiarato Bernard Pécoul, Direttore della Campagna di MSF per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. “Ora, bisogna rendere disponibile la miltefosina negli altri paesi colpiti dalla malattia. Il farmaco deve inoltre essere accessibile per i pazienti che ne hanno bisogno. Speriamo che il prezzo possa scendere a circa 10 dollari per terapia.
Questo prezzo equivarrebbe al prezzo della versione generica della SSG, il farmaco oggi usato più comunemente.

Negli ultimi decenni, nessun nuovo trattamento è stato virtualmente reso disponibile per la cura delle malattie tropicali che uccidono milioni di persone ogni anno nei paesi in via di sviluppo. Un articolo che è stato pubblicato il 22 giugno su Lancet (**) indica che su 1.393 nuovi farmaci sviluppati tra il 1975 e il 1999, solo 16 erano specifici per le malattie tropicali e la tubercolosi. La società non è riuscita a destinare risorse sufficienti per combattere le malattie che colpiscono soprattutto le persone più povere: le prospettive di mercato e la reddività guidano gli investimenti dell’industria farmaceutica di oggi e le malattie che colpiscono i paesi più poveri vengono trascurate.

Gli autori dell’articolo apparso su Lancet arrivano alla conclusione che la crisi delle malattie più trascurate richiede una combinazione di nuove strategie. È necessaria una politica farmaceutica internazionale per tutte le malattie trascurate. Si devono maggiormente privilegiare e studiare dei meccanismi per obbligare il settore privato ad investire nelle malattie dei poveri e si devono esaminare le iniziative di sviluppo di farmaci senza fini di lucro.

Lo sviluppo dei farmaci non può essere lasciato esclusivamente all’industria privata. Se non si arriverà ad una ricerca e uno sviluppo guidati dai bisogni, le richieste di cure di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo continueranno ad essere ampiamente ignorate.

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