Indonesia: malaria e morbillo colpiscono simultaneamente la provincia di Papua.

  • Vaccinazioni

 

 

 

Jakarta, 8 gennaio 2006 L’organizzazione internazionale di soccorso medico Medici Senza Frontiere (MSF) ha completato la prima fase di una campagna contro il morbillo nel sud di Papua, una provincia nella parte più orientale dell’Indonesia. Sono stati vaccinati 13.569 bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 15 anni. Quest’epidemia, che dimostra quanto sia grave il morbillo nella regione, è conseguenza della mancanza di servizi sanitari e dell’assenza di vaccinazioni regolari, che risulta in poche vaccinazioni di routine. 

A febbraio di quest’anno, MSF ha ricevuto le prime segnalazioni di casi di morbillo nella regione meridionale Asmat, a Papua. Quando è stato evidente che la malattia si stava diffondendo, MSF, insieme al Ministero della Salute e alle autorità sanitarie locali, ha lanciato una campagna di vaccinazione di massa, coprendo quattro dei sette sottodistretti, con una popolazione di quasi 44mila persone. Nel corso del mese successivo MSF ha vaccinato l’80% della popolazione target in un’area dove in precedenza si era riusciti a vaccinarne approssimativamente solamente il 38,7%. Ora che la fase di vaccinazione è completa, le equipe mediche di MSF stanno gestendo i casi di morbillo, vaccinano nelle zone meno coperte dalla campagna e si recano con cliniche mobili in giro per la regione per curare altre malattie.

Papua presenta inoltre uno dei più alti tassi di incidenza della malaria in Indonesia. Lo scorso mese MSF, il governo indonesiano e il Global Fund hanno organizzato una conferenza a cui hanno partecipato responsabili sanitari ed esperti di malaria da tutto il paese per discutere un approccio comune onde ridurre e curare in maniera efficace questa malattia nella regione. La ricerca di MSF ha confermato l’efficienza delle terapie combinate a base di artemisina (ACT).

Inoltre il mese scorso MSF ha risposta a un’epidemia di colera nell’altipiano della regione di Wamena. L’epidemia è stata scoperta grazie all’invio di un’equipe di emergenza, che ha messo in piedi un centro di trattamento per fornire supporto all’ospedale di Wamena. In questo centro di trattamento hanno lavorato operatori sanitari indonesiani e internazionali.

Gli indicatori sanitari di Papua sono i più bassi in Indonesia. Un accesso limitato alle strutture sanitarie, la mancanza di educazione sanitaria e scarse condizioni igieniche contribuiscono a lasciare gran parte della popolazione in una condizione di vulnerabilità nei confronti delle epidemie di colera.

"Le persone vivono in condizioni che io non credevo fossero possibili in Indonesia, e muoiono per malattie banali e curabili", dice il dottor Kabul Priyantoro di MSF. "Occorre fare di più per garantire agli  abitanti di Papua un migliore accesso all’assistenza sanitaria, altrimenti continueremo a vedere epidemie come queste".

Rispondere alle emergenze a Papua è una grossa sfida poiché la mancanza di infrastrutture e l’isolamento di molte comunità rende impossibile un accesso immediato alle strutture sanitarie.

"Papua è senza dubbio uno dei posti più difficili dove fornire assistenza medica d’urgenza", afferma Wim Fransen, capo missione di MSF, "e già raggiungere le persone è di per sé una battaglia".

In Indonesia, MSF ha progetti a Papua, ad Aceh, ad Ambon e sta inoltre intervenendo con un programma chirurgico, cliniche mobili e distribuzione di generi di prima necessità ai sopravvissuti del terremoto a Yogyakarta e a Bantul.

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