Intervista alla dottoressa Polin Chan: curare l’AIDS in Cina

  • HIV/AIDS

Da medico, mi rendo conto che non sono in grado di salvare il mondo intero ” dice la dottoressa Polin Chan, un medico malese che lavora con MSF. La dottoressa Chan attualmente lavora a Xiangfan, Hubei, Cina, in qualità di coordinatore di un progetto per il trattamento dell’HIV/AIDS.

Curare una malattia inguaribile
Ogni medico non vede l’ora che i propri pazienti guariscano completamente. Essendo un medico che cura pazienti affetti da malattie inguaribili, cosa ne pensa la dottoressa Chan?

Mi rendo conto di non poter salvare il mondo intero” dice Polin. “Non si guarisce dall’AIDS ma si può curarlo. Una cura efficace può far tornare il paziente alla sua vita normale. Con farmaci specifici si può fermare il progredire del virus e si può rafforzare il sistema immunitario, alleviando le sofferenze del paziente. Ci dà soddisfazione vedere che, dopo il trattamento, le condizioni di pazienti gravemente ammalati migliorano” .

Una comunicazione coerente
Xiangfan è una zona semirurale. Secondo Polin, dal 70 all’80% dei malati di HIV/AIDS vivono nelle campagne. Alcuni non sono mai andati a scuola, e questo rende loro più difficile capire l’importanza di un trattamento corretto.

Qualche nostro paziente è in grado di leggere parole facili – in genere non sono completamente analfabeti – ma non è in grado di leggere cose complesse” dice Polin, che ha chiesto allo staff della clinica di ricorrere sempre alle stesse parole, quando spiegano le cose ai pazienti, in modo che possano comprendere più facilmente il trattamento. “E’ necessario ripetere le cose molte volte. La comunicazione da parte di infermieri, medici e degli altri membri dello staff deve essere coerente. Altrimenti i pazienti si confondono facilmente“.

Parlare di sesso
Parlare della trasmissione del virus HIV attraverso il rapporto sessuale è un argomento delicato in Cina.

E’ una cosa difficile da spiegare, in un contesto cinese” dice Polin. “Se parlassimo di sesso con il nostro staff, si metterebbero a ridacchiare. Dopo la politica del figlio unico, i cinesi sono abituati a usare i preservativi per la pianificazione familiare. Ma ciò non significa che sappiano usarli correttamente. E’ più facile parlare con i giovani. Ma la generazione più anziana, sebbene consapevole che l’AIDS possa essere trasmesso per via sessuale, non conosce i modi per prevenire il contagio durante il rapporto sessuale. E questo si traduce in ignoranza e discriminazione“.

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