Iraq: assistenza medica d’’emergenza alle famiglie siriane fuggite dal conflitto
  • Siria

“Veniamo da Tel Brak, nel nord est della Siria. Sette mesi fa abbiamo lasciato la nostra casa perché l’area si stava trasformando in una zona di guerra. L’intero villaggio è fuggito.” racconta Zeina che ha appena attraversato la frontiera irachena con suo marito e i suoi quattro figli.

“Abbiamo vissuto per sette mesi tra le montagne, senza un vero e proprio posto in cui stare, senza lavoro, senza soldi e, spesso, senza cibo” prosegue Zeina. “Dopo sette mesi abbiamo deciso di spostarci ad Al Qamishli e attraversare il confine per arrivare in Iraq. Ma il confine era chiuso, quindi siamo stati costretti a rimanere in una scuola lì vicino. Quando abbiamo sentito della riapertura del confine, la mattina presto siamo ripartiti. Ci sono volute due ore per attraversarlo a piedi. Siamo molto sollevati di essere qui”.

Circa 60.000 rifugiati provenienti dalla Siria hanno attraversato il confine della regione curda dell’Iraq che è stato riaperto il 15 agosto dopo essere stato chiuso per tre mesi. Il giorno in cui il confine ha riaperto, 7.000 persone lo hanno attraversato e, da allora, circa 800 siriani lo attraversano ogni giorno.

A metà settembre, il confine è stato chiuso di nuovo per due settimane prima di riaprire. MSF sta preparando le sue équipe lungo il confine e nei campi circostanti per rispondere alla grande affluenza di persone.

Il lungo cammino verso la salvezza

Molti dei rifugiati siriani arrivano al confine a piedi dopo un lungo viaggio, attraversando il deserto, sfidando il caldo intenso, lasciandosi tutto alle spalle: parenti, casa, averi. La maggior parte arriva da Damasco e da Aleppo, ma c’è stato un recente aumento di rifugiati provenienti dal governorato di Al Hassaka, nel nord est della Siria, dopo l’inasprimento del conflitto nella zona.

Le équipe di MSF hanno installato presidi sanitari lungo entrambi i lati del confine, effettuando visite mediche e distribuendo acqua ai rifugiati che aspettano di essere trasferiti nei campi di transito che al momento sono presenti nei governorati di Dohuk, Erbil e Sulaymaniya.

Curare soprattutto donne e bambini

“La maggior parte dei nostri pazienti sono bambini, donne in gravidanza o madri che hanno recentemente partorito” spiega Paul Yon, capo missione di MSF a Dohuk. “Molti soffrono di una lieve disidratazione dovuta alla lunga distanza che hanno percorso o al lungo tempo di attesa che trascorrono prima di varcare il confine. Riscontriamo anche casi di malattie croniche come ipertensione, asma ed epilessia. Molti non riescono a procurarsi le loro medicine in Siria, dove il sistema sanitario è ormai andato in pezzi. Alcuni pazienti che riceviamo nei nostri presidi sanitari sono in stato di shock: sono stati sfollati molte volte all’interno del territorio siriano da quando il conflitto è scoppiato, e hanno deciso di attraversare il confine a causa delle situazioni rischiose che hanno affrontato”.

Dal lato iracheno del confine, da metà agosto, MSF ha effettuato più di 1.040 visite ai rifugiati che aspettavano di essere trasferiti a Sohuk, Erbil e Sulaymaniya. Dato che molte persone non sono riuscite a portare nulla con sé, MSF ha distribuito anche generi di prima necessità, tra cui taniche e teli di plastica, a 290 famiglie nei campi di transito. Nei prossimi giorni, MSF inizierà anche ad effettuare visite mediche tra i rifugiati nei campi del governorato di Erbil.

Dal lato siriano del confine, l’equipe di MSF ha effettuato 982 visite mediche e distribuito acqua a 33.000 persone che aspettavano di entrare in Iraq.

Una nuova vita da rifugiato

I siriani che arrivano in Iraq sono registrati al confine dalle autorità curde e dall’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati(UNHCR). Dopo la registrazione, vengono condotti in uno dei tanti campi sparsi nel nord dell’Iraq. Questa può rappresentare la fine del lungo percorso per le persone che sono state più volte sfollate internamente dall’inizio del conflitto in Siria due anni fa, e che iniziano così una nuova vita da rifugiati.

Da maggio 2012, MSF è stata presente anche nel campo rifugiati di Domeez, nel governorato di Dohuk, dove vivevano più di 42.000 rifugiati siriani. Le équipe hanno fornito assistenza medica e servizi di salute mentale. MSF continua a monitorare la situazione al confine ed è pronta a rispondere a bisogni sanitari urgenti. Contemporaneamente, MSF sta anche valutando i bisogni di 70.000 rifugiati stanziati nella città di Dohuk.

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