Kenya

  • Catastrofe naturale
  • Kenya

Nairobi/Roma 16 maggio 2008. Negli ultimi giorni gli operatori di Medici Senza Frontiere (MSF) sono stati testimoni dello sgombero forzato degli sfollati che vivono nel campo di Endebess nel Kenya occidentale. Gli abitanti del campo sono stati minacciati, molti di loro hanno paura di ritornare nei luoghi di origine per via delle violenze che hanno travolto il paese dopo le ultime lezioni.

"Siamo consapevoli dell'importanza e delle conseguenze dell'eventuale ritorno e del reinsediamento di coloro che sono stati sfollati durante le violenze seguite alle ultime elezioni in Kenya” dichiara Rémi Vettore, capo missione di MSF in Kenya, “siamo altresì convinti che questo passaggio debba avvenire senza costrizioni e debba essere pianificato. Non è certamente questo il caso di Endebess ".

Fino a mercoledì 14 maggio il personale di MSF ha visto funzionari governativi e poliziotti armati andare di tenda in tenda a minacciare le persone affinché lasciassero il campo. Il personale di MSF ha anche assistito ad arresti e pestaggi degli sfollati.

Nell'ultima settimana circa l'80% della popolazione del campo, che contava 9mila persone, ha lasciato questo luogo. Alcuni sfollati hanno lasciato il campo dopo le promesse del governo di ottenere protezione, rifugio, cibo e denaro. Altri sono invece andati via sotto la minaccia della violenza. 1200 persone restano ancora nel campo, la maggior parte di questi sono troppo terrorizzati per ciò che potrebbe accadere loro quando torneranno a casa, o perché non hanno un luogo dove andare.

Durante le visite nei villaggi nei pressi del campo di Endebess, le equipe di MSF hanno rilevato che alcune persone con le tende si erano accampate nei campi circostanti o sul ciglio della strada. “Quasi nulla è stato preparato per accogliere la popolazione spinta con la forza fuori

dal campo” – afferma Natascia Ticzon medico di MSF – “né l'accesso all'acqua, né le latrine. Anche le materie prime scarseggiano, siamo molto preoccupati per la salute di queste persone", conclude Ticzon.

Molte di queste persone sfollate hanno detto che erano state intimidite per lasciare il campo e che ora sono in attesa di ricevere assistenza da parte del governo.
Affermano di aver ricevuto un’assistenza limitata da parte del governo, nonostante le promesse di un pacchetto di compensazione di reinsediamento. Poco è stato fatto per affrontare le cause alla radice del loro spostamento. Un uomo nel campo di Endebess spiega: “E stato il mio vicino a cacciarci. Lui è ancora lì e ha ancora il suo panga (macete) nella sua casa. Come si può tornare in queste condizioni? "

MSF continuerà ad assistere la popolazione colpita dalle violenze post-elettorali dentro e intorno a Endebess, e invita le autorità a garantire che qualsiasi rimpatrio e reinsediamento sia fatto senza coercizioni e che sia pianificato.

MSF lavora in Kenya dal 1987 con progetti sull’HIV/AIDS e sulla tubercolosi.

Lascia un Commento

Condividi con un amico