Le attività  di MSF nei Territori occupati palestinesi

 

Nel conflitto in corso, lo staff di MSF ha subito ritardi e impedimenti nell’assistenza medica ai feriti. Le nostre autovetture sono state fermate ai posti di blocco e ripetuti controlli hanno impedito un adeguato accesso ai feriti, diversamente dunque da quanto sancito dal diritto internazionale. I servizi medici della regione sono spesso diventati bersagli e molto personale sanitario è rimasto ucciso.

MSF a Jenin e Ramallah
Lo staff di MSF che ha visitato Jenin ha trovato l’ospedale completamente vuoto e con carenza di farmaci e materiale medico; manca anche lo staff. A Ramallah, sabato 20 aprile, i volontari di MSF sono stati fermati ai posti di blocco per almeno sei ore prima di vedersi rifiutato l’ingresso. Un episodio che si ripete tutti i giorni e che ha visto MSF protestare per le inutili restrizioni e i ritardi causati al personale medico che cerca di guadagnare accesso ai feriti e ai malati. Il giorno seguente, tuttavia, lo staff è riuscito a passare.

Hebron
Qui MSF fornisce assistenza sanitaria d’emergenza alla popolazione della città e a quella del distretto e nelle aree di Yatta (35.000), Dura (30,000), Dahariyeh (8,000), Samua (7,000).
La attività principali includono: assistenza medica d’urgenza per i feriti e gli ammalati; fornitura di materiale sanitario; sviluppo di un sistema di riferimento agli ospedali di Hebron; scorta delle ambulanze; assistenza alla popolazione locale con materiale di prima necessità durante il coprifuoco; cliniche mobili per i feriti e i malati; e fornitura di kit medici d’emergenza per centri sanitari e ambulanze.
In altre città della West Bank, occupate dall’esercito israeliano, MSF ha compiuto diverse missioni esplorative per valutare lo stato di salute e i bisogni della popolazione.

Jenin
MSF è riuscita ad arrivare a Jenin il 19 aprile e ha visitato l’ospedale governativo. Non c’erano pazienti e c’era bisogno di farmaci e di personale.

Nel campo di Jenin, la popolazione ammontava, secondo la Croce Rossa a 15.000 persone all’inizio dell’ultimo conflitto. Ve ne sono ora solamente 2.000 o 3.000. Sembra che la maggior parte della gente sia fuggita verso la periferia della città. Nel campo, le priorità sono l’acqua, l’elettricità e la raccolta dei cadaveri.

MSF ha anche esplorato l’area nei dintorni di Jenin. I nostri team hanno visitato quattro villaggi (Faq Ua, Jalama, Beit Qad, Deri Abu Dai) e, su richiesta dell’ospedale di Jenin, ha scortato le ambulanze che hanno raggiunto quei villaggi.

Ramallah
Il 20 aprile, i team di MSF hanno cercato di arrivare a Ramallah: per cinque ore e mezza sono stati trattenuti al posto di blocco di Qalandya e alla fine l’accesso è stato negato. Il giorno successivo, l’ingresso in città è stato possibile e il personale medico di MSF ha visitato i tre ospedali principali della città.

Striscia di GAZA
L’accesso a Gaza è difficile. MSF continua i suoi interventi medici e psicologici con visite a domicilio alla popolazione più colpita. Allo stesso tempo, viene fornito sostegno psicologico a bambini e donne nel campo rifugiati di Nusseirat e ai villaggi che si trovano alla periferia del campo (Zahra, Mohlaga).

Lo staff di MSF sta valutando la situazione nelle diverse strutture sanitarie (per esempio in Beit Laya, MSF ha identificato 12 centri di salute e dei coordinatori) e sta identificando le aree e le case più isolate.

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