Le aziende farmaceutiche cancellano le misure di riduzione dei prezzi per i farmaci contro l’HIV

  • HIV/AIDS

Roma – Numerose compagnie farmaceutiche hanno abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi dei farmaci contro l’HIV nei paesi a medio reddito, come si legge nel rapporto pubblicato oggi da Medici Senza Frontiere e presentato alla Conferenza internazionale sull’AIDS IAS 2011, in corso a Roma.

Il rapporto “Untangling the Web of ARV Price Reductions” – che analizza i prezzi di 23 antiretrovirali attraverso le informazioni fornite da 19 produttori – mostra anche la costante tendenza alla riduzione dei prezzi per i farmaci non bloccati dai brevetti.

Mentre si assiste a un costante progresso per ridurre i prezzi per i paesi più poveri, si dimentica che un numero significativo di persone con HIV/AIDS vive in paesi che adesso sono esclusi dalla riduzione dei prezzi”, dichiara Nathan Ford , coordinatore medico della Campagna di MSF per l’Accesso ai farmaci essenziali.

La Tibotec/ Johnson & Johnson esclude tutti i paesi classificati come “a medio reddito” dalla riduzione dei prezzi. La Abbott esclude i paesi a basso reddito e quelli a medio reddito dalla riduzione dei prezzi per uno dei suoi farmaci. La ViiV (Pfizer + GlaxoSmithKline) non propone più prezzi ridotti ai paesi a medio reddito, nemmeno quando i programmi sono totalmente finanziati dal Global Fund (Fondo Globale per combattere AIDS, TB e Malaria) o dal programma governativo degli Stati Uniti, PEPFAR.

La Merck ha appena annunciato che non applicherà più prezzi scontati per 49 paesi a medio reddito per il suo nuovo farmaco raltegravir. Questa mossa lascia fuori paesi con un gran numero di persone che vivono con HIV/AIDS, come l’India, l’Indonesia, la Tailandia, il Viet Nam, l’Ucraina, la Colombia e il Brasile. Oggi il Brasile paga 5.870 dollari a paziente all’anno solo per questo farmaco. Nei paesi meno sviluppati, Merck fa pagare 675 dollari a paziente all’anno per lo stesso farmaco, che è già quattro volte il prezzo della tripla combinazione raccomandata come prima linea (TDF/3TC/EFV).

Ciò accade sulla scia dell’accordo siglato la scorsa settimana tra la casa farmaceutica Gilead e il Medicines Patent Pool, che lascia fuori un certo numero di paesi in via di sviluppo e mira ad espandere l'accesso alle terapie antiretrovirali a prezzi accessibili attraverso la negoziazione delle licenze che possono essere utilizzate da produttori di farmaci generici.

MSF ha avviato programmi di trattamento dell'HIV in America Latina e in Asia più di dieci anni fa, e ha poi trasferito molti di essi alle autorità locali confidando nel fatto che i pazienti avrebbe potuto accedere al trattamento di cui hanno bisogno attraverso i programmi governativi. Molti pazienti in questi paesi, inoltre, sono in trattamento per l'HIV da molti anni, e hanno ora bisogno di passare a nuovi farmaci, ma la presenza di brevetti su questi ultimi ne blocca l'accesso alla versione generica più economica.

"I programmi di riduzione dei prezzi attuati dalle società farmaceutiche hanno dimostrato di non essere una soluzione a lungo termine", ha dichiarato Janice Lee, farmacista della Campagna di MSF per l'Accesso ai Farmaci Essenziali. "In presenza di brevetti e quando le aziende si rifiutano di tagliare i prezzi, i governi devono cominciare a non tenere conto dei brevetti per mantenere in vita le persone sieropositive".

Le 'licenze obbligatorie' emesse da Tailandia e Brasile per i farmaci contro l’HIV nel 2006 e nel 2007 hanno contribuito notevolmente ad abbassare i prezzi. Ma nonostante il fatto che queste misure siano ammesse dalla normativa del commercio internazionale, i paesi che le hanno messe in atto si sono ritrovati vittime di ritorsione da parte delle aziende farmaceutiche e di altri governi.

Il rapporto di MSF contiene anche una buona notizia. Grazie alla continua concorrenza dei generici, il farmaco tenofovir ora costa 76 dollari all’anno a paziente, ed è meno caro rispetto allo zidovudina (AZT) che costa 88 dollari all’anno a paziente. Ciò significa che sta diventando sempre più accessibile anche per i paesi poveri passare all'utilizzo delle combinazioni raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a base di tenofovir, abbandonando la stavudine (d4T), che ha significativi effetti collaterali a lungo termine.

Il prezzo di una combinazione fatta di una sola pillola da prendere una volta al giorno, contenente tenofovir, è sceso del 70% da quando l'OMS ha raccomandato di passare a trattamenti meno tossici cinque anni fa; per la precisione, si è passati dai 613 dollari ai 173 dollari di oggi per paziente all’anno.

"Stiamo vedendo che i prezzi dei farmaci continuano a diminuire quando i brevetti non costituiscono un ostacolo per la produzione di generici", ha aggiunto dichiara Janice Lee. "Queste riduzioni aumentano le possibilità di raggiungere il nuovo obiettivo delle Nazioni Unite di arrivare ad avere 15 milioni di persone in trattamento entro il 2015."

 

MSF fornisce il trattamento antiretrovirale a 170.000 persone in 19 paesi.

Il rapporto “Untangling the Web of Antiretroviral Price Reductions” è disponibile on line (in inglese)

 

Guarda lo speciale sul minisito della conferenza >>

Lascia un Commento

Condividi con un amico