Liberia nonostante le violenze siano diminuite colera e traumi psichici affliggono Monrovia

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Bruxelles, 14 luglio 2003. L’ospedale da campo realizzato da MSF nella propria sede – una struttura temporanea per far fronte ai bisogni più urgenti – resta aperta con una capacità di 100 posti letto.

Sulla scia dei recenti scontri avvenuti a Monrovia, lo staff di MSF ha reimpostato le proprie attività per affrontare la recrudescenza di malattie come diarrea e colera, critiche per le popolazioni costrette a vivere ammassate in centri di raccolta.

Durante l’ultimo mese, centinaia di migliaia di persone sono fuggite dalle violenze, trovando rifugio in pochi centri dove i servizi sono assolutamente insufficienti per fronteggiare il grande afflusso di persone.

Il colera rappresenta la preoccupazione principale

La scorsa settimana, si sono registrate 350 ammissioni nel centro per il trattamento del colera, realizzato da MSF nel JFK Hospital. La maggior parte dei pazienti proviene dalle zone centrali di Monrovia e dall’isola di Bushroad. Il 7 luglio, MSF ha aperto un secondo centro per il colera con 60 posti letto. Un terzo centro con 100 letti verrà allestito in questi giorni. Gli altri due presidi di MSF si trovano a Mamba Point, vicino alla sede di MSF, nella zona centrale di Monrovia.

L’ospedale da campo realizzato da MSF nella propria sede una struttura temporanea per far fronte ai bisogni più urgenti resta aperta con una capacità di 100 posti letto. Lo staff effettua dai tre ai quattro parti cesarei al giorno e sono stati identificati anche casi di meningite.

MSF sta aumentando le proprie capacità per affrontare I nuovi scenari che si stanno prefigurando in Liberia: l’11 luglio è stato inviato un cargo con 57 tonnellate di aiuti umanitari.

Un secondo cargo è pianificato per la prossima settimana per inviare la maggior parte degli aiuti alimentari necessari per questa fase (61 tonnellate). Il cibo verrà utilizzato per avviare un centro nutrizionale terapeutico (CNT) nel campo sfollati di Seghe per circa 500 bambini, provenienti da diversi altri campi.

Violenza sessuale/assistenza psicologica

Oltre al trauma di dover scappare o essere state ferite, molte donne sono state anche vittime di stupri o altre forme di violenza. Per questo motivo MSF sta pianificando l’attivazione, in alcuni campi sfollati, di un programma di assistenza psicologica per le donne che hanno subito questo tipo di violenze.

Questo tipo d’intervento offrirà alle vittime di stupor sia assistenza medica sia assistenza psicologica. La parte medica consiste nel curare le infezioni sessualmente trasmissibili, garantire l’accesso al PEP (post exposure prophylaxis) per evitare la contrazione dell’HIV e la pillola del ‘giorno dopo’.

Per questi ultimi due trattamenti, è importante che le donne si presentino al centro entro 72 ore dalla violenza subita altrimenti le cure preventive perdono la loro efficacia.

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