Libia MSF è presente a Misurata e Bengasi

  • Niger

Proseguono i combattimenti in Libia, con i ribelli che controllano la parte est del paese e le forze pro-Gheddafi asserragliate nell’ovest.
La situazione dei civili intrappolati nel conflitto diventa ogni giorno più difficile, a causa degli scontri intorno alla città di Misurata.
Medici Senza Frontiere, presente in Libia dal 25 febbraio, sta ampliando le proprie attività nelle città di Misurata, Bengasi, Zintan, nei campi al confine tra Tunisia e Libia, e inoltre a Lampedusa e in Sicilia. Finora, le offerte di assistenza da parte di MSF nelle aree pro-Gheddafi sono sempre state respinte.

 

Misurata: condizioni ancora difficili.

Nell’ospedale di Abbad, MSF porta avanti attività di chirurgia plastica e ricostruttiva. Nell’ospedale di Kasr Ahmed, ha invece installato due sale operatorie per rispondere ai bisogni medico-chirurgici della popolazione. Ogni giorno, le équipe di MSF lavorano al fianco del personale medico libico per assistere le partorienti nell’ospedale Ras Tubah.

Il personale medico libico, che non aveva sufficiente esperienza nella chirurgia traumatologica, ha ricevuto formazione dai chirurghi di MSF. Anche gli studenti di medicina che stanno lavorando come infermieri volontari hanno ricevuto una formazione, dato che la maggior parte degli infermieri professionisti erano stranieri che hanno abbandonato il paese allo scoppio del conflitto.

Zintan: ancora sotto i bombardamenti

Il 27 maggio, le équipe di MSF hanno dovuto evacuare dalla città di Zintan a causa dei continui bombardamenti e delle granate cadute a pochi metri dall’ospedale. Due membri dell’équipe sono tornati a Zintan il 4 giugno per valutare la situazione e riprendere le operazioni.

 

Bengasi: assistenza psicologica, materna e pediatrica

A Bengasi, le équipe di MSF sono concentrate in attività di assistenza psicologica per donne e bambini, oltre che per il personale medico locale, che lavora ininterrottamente da quando sono iniziati gli scontri. Uno psicologo sta portando avanti la formazione per gli psicologi locali con l’obiettivo di aiutarli ad individuare nei pazienti traumi o sindromi legate a traumi, come la depressione.

MSF continua a supportare la farmacia centrale della città per la fornitura di medicinali, anche se al momento è necessario un minor apporto, data la presenza di altre organizzazioni internazionali.

 

Rifugiati in fuga in Tunisia e Italia

Tunisia

Dall’inizio di aprile all’inizio di giugno, più di 60.000 libici sono fuggiti dal conflitto per trovare rifugio lungo il confine tunisino. MSF sta supportando le infrastrutture sanitarie locali a far fronte all’aumento dei bisogni medici e utilizza alcune cliniche mobili all’interno dei campi rifugiati nelle zone di Remada e Dehibat, fornendo cure mediche e psicologiche ai rifugiati. La situazione al confine rimane tesa a causa degli scontri e bombardamenti.

A Shousha, il campo più grande, dove MSF fornisce assistenza medica, le tensioni sono in aumento a causa del protrarsi della situazione. Alla fine di maggio, quattro rifugiati sono deceduti a causa di un incendio scoppiato nel campo. L’incidente è stato seguito da violente dimostrazioni contro le precarie condizioni di vita nel campo. Nonostante la situazione si sia oggi calmata, rimane un clima di paura e sfiducia e alcune persone hanno preferito ritornare in Libia e rischiare la propria vita in cerca di una prospettiva differente.

Italia

A Lampedusa, MSF si occupa del triage medico dei pazienti al porto e dei successivi controlli nei centri di identificazione. Tra febbraio e maggio, MSF ha assistito quasi 12.000 persone fuggite dalla Libia e sta fornendo assistenza psicologica nel centro di Mineo, in Sicilia, dove sono stati trasferiti circa 3.500 migranti di varie nazionalità. Inoltre, MSF è impegnata nel valutare le condizioni di vita dei migranti e l’accesso alle cure nei centri approntati in Italia.

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