MSF in allarme per le violenze in corso in Darfur Sudan.

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Ginevra-Roma 3 Agosto 2005 – L'organizzazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) continua a curare numerose vittime di violenze in Darfur, in tutte le località in cui è presente.

"I nostri team continuano a essere testimoni di ripetuti atti di violenze contro la popolazione" ha detto Rowan Gillies, presidente internazionale di MSF. "Siamo profondamente preoccupati per questi atti e per le conseguenze che hanno sui nostri pazienti e le loro famiglie".

Nelle ultime tre settimane i team di MSF hanno curato 53 persone ferite in seguito ad atti di violenza.

Il 24 luglio, il team di MSF in Shangil Tobaya, nel Darfur del Nord, è stato testimone di un attacco nel campo sfollati, che si trova vicino alla clinica di MSF. Sono state utilizzate delle granate che hanno bruciato molti dei ripari presenti nel campo e centinaia di profughi sono stati nuovamente costretti a fuggire per salvarsi la vita. I team di MSF hanno provveduto a fornire assistenza medica a 14 persone, tutti civili con ferite di proiettili e frammenti di proiettili esplosi. Quattro tra i feriti erano bambini.

Il 16 luglio, 23 persone sono state ammesse all'ospedale di MSF di Mornei, nel Darfur occidentale. Tutte erano vittime delle violenze scoppiate durante una distribuzione di cibo nel campo profughi. Nove di loro hanno riportato ferite da proiettili; 2 sono morti all'ospedale e 6 sono stati trasportati all'ospedale di El Geneina, tra di loro uno è in condizioni critiche.

Anche in Mornei, l'11 luglio, il team medico di MSF ha curato, nella propria clinica, 25 donne che sono state stuprate e picchiate. In tutti i casi visitati, il personale medico ha riscontrato evidenze cliniche di stupro e maltrattamenti. Ciascuna donna ha ricevuto terapie idonee a prevenire le serie complicazioni mediche che possono verificarsi in seguito a casi di stupro.

Solo un mese prima, il 9 giugno, il team medico di MSF in Korma, nel Darfur del nord, ha esaminato e trattato 15 donne che erano state maltrattate il giorno prima. Cinque erano state stuprate, una di 15 anni e un'altra incinta al terzo mese. Tutte sono state maltrattate e umiliate.

Da gennaio a maggio i team di MSF hanno curato oltre 500 persone vittime di violenze, e 278 donne vittime di violenze sessuali. MSF lavora in Darfur dal dicembre 2003. Con 180 operatori internazionali e 3000 operatori locali, che lavorano in 32 località in tutta la regione, il Darfur continua a essere uno dei contesti in cui MSF gestisce uno dei più impegnativi interventi umanitari del momento.

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