MSF esige trattamenti dignitosi per gli immigrati sub-sahariani trasportati dal governo marocchino su autobus al confine del sud del Marocco.

L’organizzazione umanitaria richiede il libero accesso per poter curare i quasi 1000 immigrati radunati nell’area di Bou-Izakarn, 30 km a nord di Goulimine.

Rabat/Bou-Izakarn- Roma, 12 ottobre 2005 – Medici Senza Frontiere (MSF) richiede alle Autorità marocchine il libero accesso per provvedere alle cure medico sanitarie dei circa 1000 immigrati radunati nell’area di Bou-Izakarn, 30 km a nord di Goulimine, situata a 1500 km da Rabat. Alcuni di loro, incluse donne incinte e bambini, sono stati abbandonati a se stessi nell’area desertica di Ain Chouater, senza acqua né cibo.

Senza una destinazione certa, queste persone, dopo aver viaggiato in condizioni inumane per quasi una settimana, vengono adesso trasportate verso diverse parti del paese dalle autorità marocchine. MSF ha seguito questi immigrati attraverso più di 2500 km ed esige trattamenti umani per queste persone, incluse cure mediche, acqua, cibo, beni di prima necessità e trattamenti dignitosi.

Javier Gabaldon, medico e coordinatore generale di MSF in Marocco, sottolinea che le persone colpite "sono estremamente deboli" e che "in questo gruppo ci sono persone malate e ferite, donne incinte e bambini che hanno bisogno di cure immediate".

Rafael Vila-Sanjuan, direttore generale di MSF Spagna, aggiunge che, nonostante le ultime negoziazioni che hanno avuto luogo nei giorni scorsi a Rabat, "il Governo spagnolo e l’Unione Europea non dovrebbero essere soddisfatti delle sole dichiarazioni di buone intenzioni del governo marocchino. Oggi ci sono circa 1000 persone la cui destinazione è incerta, persone a cui, inoltre, noi non abbiamo accesso. La comunità internazionale dovrebbe richiedere maggiore trasparenza a Rabat".

MSF lavora in Marocco dal 1998, concentrando le proprie attività nel fornire cure mediche e assistenza umanitaria agli immigrati sub-sahariani.

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