MSF festeggia gli oltre 1000 pazienti sieropositivi dell Uganda tornati a vivere grazie agli antiretrovirali

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Arua, Uganda – Sono oltre 1.100 i pazienti affetti da Hiv/Aids che sono tornati a vivere grazie al Programma di lotta all’AIDS avviato due anni fa nell’Ospedale della zona rurale di Arua nel Nord-Ovest dell’Uganda. Ai festeggiamenti per i due anni di trattamenti gratuiti, lo scorso 29 luglio, ha partecipato anche Stephen Lewis, inviato speciale del Segretario delle UN per l’HIV/AIDS in Africa.
Nato da una partnership tra l’Ospedale regionale di Arua e l’organizzazione umanitaria di soccorso medico Medici Senza Frontiere (MSF), il Programma AIDS dell’ospedale di Arua ha evidenziato l’ottima risposta clinica dei pazienti al trattamento con ARV, ma ha anche messo in luce il bisogno urgente di estendere l’accesso al trattamento gratuito per i pazienti ugandesi.

“Dopo due anni in cui abbiamo somministrato il trattamento con ARV, vogliamo condividere la nostra esperienza con coloro che stanno intraprendendo degli sforzi per aumentare l’accesso al trattamento con ARV e alle cure, non solo in Arua ma in tutta l’Uganda – ha detto il Dottor Olaro, Sopraintendente Medico dell’Ospedale di Arua e del Programma AIDS dell’Ospedale di Arua – . “Anche se il nostro programma ha migliorato la vite a moltissimi pazienti e alle loro famiglie, dobbiamo essere modesti riguardo i risultati, essere consapevoli degli importanti cambiamenti che affrontiamo, e ricordare a noi stessi che oltre un milione di persone sono morte in Uganda a partire dalla prima manifestazione dell’epidemia”.

Assicurare un trattamento gratuito, adottare un protocollo e regimi terapeutici semplificati, particolarmente con l’uso di un poco costoso farmaco generico “tre-in–uno” (vale a dire una dose fissa combinata in una sola compressa da assumere due volte al giorno), lavorare in stretta partnership con il ministero della salute locale, la comunità e la gente affetta da HIV/AIDS: sono questi tutti i fattori che hanno reso possibile l’espansione del Programma AIDS di Arua.
L’esperienza di Arua ha confermato le linee guida cui si ispira MSF in tutti i suoi progetti di lotta all’Aids in Africa: per vincere la sfida è necessario decentralizzare i servizi di salute, incrementare le risorse umane e utilizzare strumenti diagnostici e farmaci migliori e meno costosi, specialmente per la seconda linea di trattamento e per il trattamento pediatrico.

“Inizialmente perdevo peso, ero al di sotto dei 45 chili, ora ne peso 52. Non potevo spostarmi da casa in città e non potevo badare alla casa. Ora posso, e la mia famiglia è felice – racconta Diana, che è stata curata all’interno del Programma ARV di Arua per 9 mesi -. Io voglio dire alla persone di Arua che coloro che hanno questa malattia possono uscirne: guardate me – io sto bene”.

46.200 degli 840.000 residenti in Arua, quindi il 5,5% del totale, vive con l’HIV/AIDS. Oggi il trattamento con ARV è fornito unicamente attraverso il supporto di MSF al Programma AIDS dell’Ospedale Regionale di Arua. In tutta l’Uganda l’UNAIDS stima che ci siano 150mila persone che clinicamente risultano bisognose di trattamento, ma solo 23mila persone attualmente possono riceverlo e circa l’80% dei pazienti deve pagare per curarsi.

“Curando le persone affette da HIV/AIDS in zone povere e rurali come Arua è possibile trasformare le vite e le comunità – dice Janthi Price, coordinatore del progetto di MSF. “Ma estendere il trattamento e la cura a tutte le persone che ne hanno urgentemente bisogno in Uganda è un cambiamento che solo il governo, con un forte supporto internazionale, può operare. E’ cruciale che ci sia un immediato spostamento dall’impegno verbale e dalla pianificazione all’implementazione dei servizi”.

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