MSF incendio a Moria diretta conseguenza delle politiche europee. Rifugiati vivono in condizioni deplorevoli

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La notte scorsa, intorno alle ore 23:30, un incendio è scoppiato nel campo di Moria, sull'isola di Lesbo, causando la morte di due persone, una donna e un bambino, e il ferimento di molte altre. MSF è arrivata sul posto poco dopo per valutare i danni e le necessità. Un'ambulanza e i primi soccorritori locali erano già impegnati ad aiutare le vittime. MSF ha fornito assistenza medica di base e ha distribuito coperte e vestiti pesanti alle persone fuggite al di fuori del campo, nel vicino centro di Mytilini.
 
L'incendio è scoppiato nella sovraffollata area delle tende, installate al di fuori dei già gremiti moduli abitativi portatili, dove le persone usano piastre elettriche e bruciatori per riscaldarsi, viste le dure condizioni meteorologiche invernali. Le équipe mediche e logistiche di MSF sono attualmente impegnate a valutare la situazione ed individuare le esigenze, lavorando a stretto contatto con altri attori umanitari e le autorità locali.
 
“L’incendio di Moria è più di un incidente, è una conseguenza diretta delle condizioni di vita deplorevoli nelle quali le autorità greche ed europee obbligano a vivere i rifugiati dentro il campo di Moria e in altri luoghi in tutta la Grecia. Purtroppo, l’incendio è solo un altro esempio delle conseguenze letali delle loro decisioni”, dichiara Loïc Jaeger, capo missione di MSF.
 
MSF chiede a tutte le autorità competenti di attuare immediatamente le misure necessarie per migliorare le condizioni e le misure di sicurezza in tutti i campi, di decongestionare le strutture e di fornire condizioni di vita adeguate e l'accesso ai servizi di base a tutti i migranti e i rifugiati. Oggi le persone muoiono per incidenti prevenibili e ciò è inaccettabile.
 
“Le persone vivono in situazioni disumane e questo da la misura di quanto la protezione e il benessere di migliaia di persone non siano una priorità per le autorità”, conclude Loïc Jaeger. “Le autorità greche ed europee hanno più volte ripetuto che le persone non possono essere trasferite al di fuori delle isole per salvaguardare l’accordo tra UE e Turchia. Quante persone devono ancora morire in una tenda, tentando di riscaldarsi, prima che l’Unione Europea e le autorità greche agiscano?”
 
Nel mese di ottobre, MSF ha aperto una clinica nella città di Mytilini per rifugiati e migranti che risiedono sull'isola di Lesbo. Le nostre équipe forniscono cure per la salute mentale, per la salute riproduttiva (ginecologia, assistenza pre e post parto, pianificazione familiare, assistenza alle vittime di violenza sessuale, ecc.), così come per le malattie croniche (malattie cardiache, diabete, malattie polmonari croniche, asma, epilessia, ecc.). Le équipe di MSF che si occupano di promozione della salute e sensibilizzazione, in collaborazione con altri attori sanitari,  visitano i campi di Lesbo per valutare le esigenze mediche ed identificare i pazienti che necessitano di assistenza.

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