MSF richiede l’accesso immediato al CPT di Lampedusa al fine di fornire di assistenza umanitaria.

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Roma, 7 ottobre 2005 – Medici Senza Frontiere (MSF) ribadisce la propria denuncia rispetto alle inaccettabili condizioni all'interno del Centro di Permanenza Temporanea (CPT) di Lampedusa.

L'organizzazione lavora nell'isola dall'agosto 2002 per prestare assistenza sanitaria agli immigrati che sbarcano sulle coste italiane. Nel corso di questi anni MSF ha potuto verificare la mancanza di standard minimi di accoglienza nei confronti di persone che affrontano viaggi rischiosi, spesso drammatici, per raggiungere l'Europa. Il centro dell'isola ha una capienza di 190 persone, nonostante questo nei periodi in cui si concentrano gli sbarchi arriva ad ospitare oltre 1000 persone.

Nel gennaio del 2004 MSF ha pubblicato un rapporto completo e dettagliato in cui si denunciavano le inaccettabili condizioni e le violazioni all'interno di tutti i CPT italiani, compreso quello di Lampedusa. L'unica risposta del Ministero degli Interni è stato il regolare rifiuto a consentire l'accesso a qualsiasi CPT e Centro d'Identificazione italiano.

MSF chiede che venga garantita l'accesso a qualsiasi CPT al fine di poter prestare assistenza medica e monitorare il rispetto degli standard di accoglienza all'interno delle strutture.

"Da diversi anni denunciamo le violazioni di cui siamo stati testimoni a Lampedusa – afferma Andrea Accardi, responsabile dei progetti italiani per MSF. – " Riteniamo necessario che il governo italiano adotti provvedimenti urgenti e radicali tali da garantire un'accoglienza dignitosa e un'assistenza sanitaria adeguata a queste persone".

Attualmente le equipes di MSF prestano un primo soccorso medico alla banchina del porto di Lampedusa nelle fasi immediatamente successive allo sbarco.

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