Muhajariya Darfur.

  • Sudan

Roma, 19 ottobre 2007 – In seguito ai recenti attacchi di gruppi armati contro la città di Muhajariya, in Darfur (Sudan), Medici Senza Frontiere è stata costretta a evacuare il proprio personale. Oltre 35mila persone che vivono a Muhajariya e nei suoi dintorni sono state colpite direttamente da questi attacchi e hanno urgente bisogno di assistenza medica. MSF è in allarme per la mancanza di informazioni certe sulla sorte di alcuni suoi operatori sudanesi, e teme che due di loro siano rimasti uccisi durante l’attacco. MSF è estremamente preoccupata per la sorte dei suoi operatori umanitari sudanesi e per la situazione della popolazione di Muhajariya.

 

Il personale sudanese di MSF rimasto a Muhajariya ha allestito una clinica mobile per le migliaia di persone che sono fuggite verso i quartieri settentrionali della città per fuggire alla violenza. Hanno anche riaperto l’ospedale locale il 12 ottobre. Al momento vengono curate circa 100 persone al giorno, di cui 23 sono feriti da arma da fuoco.

 

Le equipe di MSF stanno allestendo servizi idrici e sanitari per limitare il rischio di epidemie nei luoghi dove le persone si sono raggruppate. È stato installato un contenitore per l’acqua e sono state costruite latrine di emergenza.

 

Nonostante le voci persistenti di nuove ostilità, non ci sono più stati gravi incidenti di sicurezza a Muhajariya. MSF si prepara a inviare altro personale e scorte mediche a Muhajariya non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno e spera di potere fare rientrare l’equipe al completo nella zona il prima possibile per riprendere tutte le attività mediche di cui c’è urgente bisogno.

 

Da quando sono iniziati gli scontri nel 2004, una serie di attacchi attorno a Muhajariya ha costretto la popolazione a fuggire ripetutamente nei boschi. Alla fine del 2006, quasi la metà della popolazione di Muhajariya è fuggita da violenze e intimidazioni, cercando rifugio nei boschi o di raggiungere Seleah eYassin. I villaggi sono stati bruciati, i civili uccisi, e i punti di rifornimento d’acqua, le mandrie e le scorte di cibo distrutte o razziate. Dopo un periodo recente di relativa calma, sono stati lanciati nuovi attacchi a partire dal mese di agosto di quest’anno, che hanno colpito principalmente la popolazione civile che cercava di lavorare nei campi obbligandoli ad abbandonare le terre che avevano appena finito di coltivare.

Bambini, donne e uomini continuano a patire il peso della violenza in Darfur.

 

Da luglio del 2004, MSF ha fornito assistenza medico-umanitaria alla popolazione residente e alle diverse ondate di profughi a Muhajariya. Con una media di 4mila visite mediche al mese nel 2007, l’ospedale fornisce cure ai pazienti colpiti da diarrea e infezioni respiratorie; assistenza perinatale e post-parto; cure chirurgiche d’emergenza; programmi nutrizionali per i bambini. Tutto questo per una popolazione di 70mila persone. Oggi, quella in Darfur è una delle maggiori operazioni di MSF al mondo, con 120 operatori internazionali e oltre 1.800 operatori sudanesi che lavorano su un’area vasta come la Francia.

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