Niger: attacco mortale nell’area del Lago Ciad

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Almeno sei persone sono state uccise e otto sono rimaste gravemente ferite a causa di un attacco avvenuto la notte del 19 maggio nel sito di Yebi, alla periferia di Bosso, dove migliaia di persone fuggite dall’area del Lago Ciad si sono stabilite in cerca di un rifugio. Secondo le autorità nigerine l’attacco è stato condotto dal Gruppo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale, altrimenti conosciuto come Boko Haram.
 
Come richiesto dalle autorità locali, MSF ha trasportato le otto persone gravemente ferite all’ospedale regionale della città di Diffa, capitale della regione. Durante l’attacco, sia il mercato sia diverse case sono state date alle fiamme. Tre depositi per l’approvvigionamento dell’acqua sono stati distrutti insieme al generatore che serviva a pompare l’acqua. Senza questi tre depositi il villaggio non ha rifornimenti di acqua poiché non ci sono altre sorgenti gratuite nella zona di Yebi. 
Inoltre, anche il centro sanitario di MSF a Yebi, che assisteva una popolazione di circa 20.000 persone, è stata completamente distrutta. 
 
In varie parti del Paese, MSF sta supportando il Ministero della Salute per tenere sotto controllo epidemie di meningite e di morbillo scoppiate contemporaneamente, e sta cercando inoltre di prevenire la diffusione nel Paese del colera scoppiato nella vicina Nigeria. Dopo l’inizio dell’epidemia lungo il confine si è infatti diffusa la paura che Diffa, che ospita un gran numero di rifugiati nigeriani, possa diventare un focolaio di contagio della malattia.
 
"Nella lotta per evitare il diffondersi delle epidemie, la nostra priorità attuale è quella di somministrare vaccini nelle zone dove gli sfollati entrano in contatto con la popolazione locale", spiega il coordinatore dell’emergenza di MSF Augustin Ngoyi.
 
Le équipe di MSF e il Ministero della Salute hanno vaccinato in totale 254.000 persone contro la meningite e stanno attualmente vaccinando la popolazione nella regione di Tillabéry, al confine con il Mali, contro il morbillo. La campagna di vaccinazione contro il morbillo iniziata nella regione di Diffa è stata invece interrotta a causa degli ultimi avvenimenti. 
 
"Siamo molto preoccupati per l'impatto di questi attacchi sulla popolazione e anche per la mancanza di rispetto delle strutture mediche che potrebbero compromettere il già limitato accesso all’assistenza sanitaria a Diffa”, dichiara Elmounzer Ag Jiddou, capo missione di MSF in Niger. "Cercheremo di riprendere le attività il più presto possibile”.
 

Le nostre attività nel Paese

MSF sta supportando diversi centri sanitari nei distretti di Diffa, Nguigmi e Bosso, così come il principale centro materno-infantile nella città di Diffa e l'ospedale distrettuale Nguigmi. MSF sta inoltre fornendo assistenza medica nel campo di Assaga e il sito di Yebi, alla periferia di Bosso, dove migliaia di persone hanno trovato rifugio. Nel 2015, ha effettuato più di 142.000 visite mediche nella regione.

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