Niger la lotta alla malnutrizione acuta sta guadagnando terreno?

  • Malnutrizione

Anche se la mobilitazione contro la malnutrizione in Niger ha fatto progressi, i risultati non sono del tutto soddisfacenti. Nel 2007 testeremo una nuova strategia che prevede la distribuzione, durante il cosiddetto “’hunger gap”, di un prodotto nutrizionale adeguato alle esigenze dei bambini al di sotto dei 3 anni. Isabelle Defourny, uno dei responsabili del programma, illustra la situazione.

Come si sta evolvendo la situazione alimentare in Niger?

Nel 2006, secondo i dati UNICEF, nei vari centri nutrizionali del Niger sono stati ricoverati oltre 400mila bambini affetti da malnutrizione acuta. Nei distretti dove lavoriamo, stimiamo che il 50% dei bambini al di sotto dei tre anni abbia sofferto di malnutrizione acuta nel corso dell’anno. Di conseguenza, contrariamente a quanto suggerito dai risultati preliminari di un’indagine nazionale condotta dal governo del Niger, dall’UNICEF e dal Programma Alimentare Mondiale (PAM), ritengo che non si possa parlare di un “netto miglioramento”.
D’altro canto è vero anche che c’è stata una crescente mobilitazione da parte dei diversi attori in merito al problema della malnutrizione. Per la prima volta dopo molti anni i bambini affetti da malnutrizione acuta hanno potuto accedere ai centri terapeutici. Tuttavia, abbiamo ancora delle riserve in merito ai risultati che questi interventi hanno ottenuto a livello nazionale.

Il trattamento dei bambini affetti da malnutrizione acuta è soddisfacente?

Oggi i bambini con malnutrizione acuta grave vengono trattati con cibo terapeutico pronto per l’uso (RUTF – Ready to Use Therapeutic Food), come per esempio il Plumpy’nut. Tuttavia i bambini che presentano malnutrizione acuta moderata vengono curati, tranne che nei progetti di MSF, con la farina arricchita, che è notevolmente meno efficace.
Nel 2006 MSF ha trattato nello stesso modo i casi di malnutrizione acuta moderata e grave, utilizzando il cibo terapeutico pronto per l’uso. I bambini che non presentavano complicazioni mediche sono stati curati ambulatoriamente nel nostro progetto, con una visita settimanale di controllo, mentre solo i casi più gravi sono stati ricoverati nei nostri centri alimentari.
Questa esperienza dimostra che l’utilizzo di prodotti terapeutici pronti per l’uso è efficace nella cura della malnutrizione acuta moderata e consente di ridurre il numero di casi gravi. Per la prima volta in sei anni, all’interno del distretto in cui lavoriamo, non abbiamo riscontrato un picco della malnutrizione grave nel corso del cosiddetto “hunger gap”, il periodo tra la fine delle scorte dell’ultimo raccolto e il nuovo raccolto. Al contrario la malnutrizione grave è diminuita costantemente nel corso dell’anno. A tutt’oggi, nessun’altra organizzazione umanitaria è stata in grado di conseguire simili risultati.

Qual è la strategia operativa di MSF in Niger per il 2007?

Il nostro obiettivo resta quello di potenziare la lotta alla malnutrizione acuta globale, ma stiamo cambiando le modalità operative per cercare di ottimizzare i risultati del nostro intervento. Nel distretto di Guidam Roumdji, nella regione di Maradi, per esempio, moltissimi bambini perdono peso nel corso dell’hunger gap e un’alta percentuale di essi raggiunge il livello di malnutrizione moderata. Quindi una volta al mese distribuiremo porzioni di Plumpy’doz (una pasta di latte e arachidi arricchita con vitamine e minerali) a tutti i bambini al di sotto dei tre anni, vale a dire a circa 50mila bambini. Questo prodotto è molto simile al Plumpy’nut ma con una diversa composizione di vitamine e micronutrienti.
Utilizzando questi prodotti mettiamo le madri in condizioni di nutrire i figli con un cibo appropriato, adeguato alle loro specifiche esigenze nutrizionali. Abbiamo già riscontrato, nel 2005 e nel 2006, che dare alle madri il compito di curare i casi di malnutrizione acuta che non presentano complicazioni, produce buoni risultati. Soltanto quando un bambino è ammalato o gravemente malnutrito viene curato all’interno di strutture mediche.
Oltre a questa distribuzione e in collaborazione con il Ministero della Salute, effettuiamo visite ai bambini malati in diversi centri sanitari distrettuali e abbiamo un progetto ambulatoriale per il trattamento della malnutrizione grave. Queste visite ci consentiranno di monitorare l’evoluzione della situazione alimentare e di individuare i bambini che necessitano di essere ricoverati, sia in ospedali governativi che nelle strutture di MSF, nel caso presentino gravi complicazioni mediche,

Quali sono le prospettive per questo tipo di progetto?

Per il 2007 speriamo di raggiungere risultati paragonabili a quelli del 2006 (quando ci sono stati pochi casi di malnutrizione grave) e al tempo stesso svilupperemo un programma di più facile gestione. La cosa è un po’ rischiosa perché organizzare una distribuzione alimentare per 50mila bambini non è facile! La nostra speranza è che, data la maggiore efficacia del prodotto, ne potremo distribuire di meno. Inoltre facciamo molto affidamento sulla competenza delle autorità del Niger per quanto riguarda l’organizzazione della distribuzione.
In una fase successiva, speriamo che la gestione della distribuzione possa passare al PAM (Programma Alimentare Mondiale) e al governo. A questo riguardo ci sono ancora due questioni. La prima è che gli attori impegnati nel trattamento della malnutrizione devono dimostrare una volontà politica. La seconda è che il costo del prodotto alimentare pronto per l’uso è ancora troppo alto: tra i due e i tre euro al chilo. Stiamo valutando varie strade per ridurre il costo del Plumpy’doz, in particolare stiamo cercando di produrlo localmente.

Risultati incoraggianti per i progetti di MSF nel 2006

Nel 2006, MSF ha curato per la prima volta i casi di malnutrizione grave e moderata nello stesso modo, utilizzando un alimento terapeutico pronto per l’uso, senza ricorrere all’ospedalizzazione, tranne nei casi con complicazioni mediche. Questa nuova strategia ha funzionato bene: i risultati preliminari indicano un tasso di guarigione superiore al 91%, mentre i casi di malnutrizione acuta grave sono molto al di sotto di quelli degli anni precedenti.
Inoltre in alcuni villaggi della regione di Madarounfa abbiamo condotto un progetto pilota con una distribuzione di Plumpy’nut a tutti i bambini al di sotto dei tre anni nel corso del “hunger gap”. Anche qui i risultati preliminari sono decisivi perché in questi villaggi la percentuale di bambini con malnutrizione acuta in questa fascia d’età (9.9%) è diminuita quasi della metà rispetto ad altri villaggi in cui la distribuzione regolare non era disponibile (in quest’ultimo caso l’incidenza di malnutrizione acuta nei bambini al di sotto dei tre anni ha raggiunto il 18.7%).

Lascia un Commento

Condividi con un amico