Nigeria: “L’’emergenza non è finita. Drammatiche lacune per l’’accesso alle cure”

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L’emergenza nello Stato di Borno, in Nigeria, non è finita. Le persone continuano a fuggire dalla violenza, mancano cibo, acqua e cure mediche e il sistema sanitario è al collasso, mentre molte zone restano inaccessibili agli aiuti per motivi di sicurezza. Denunciamo questa situazione e chiediamo a tutti gli attori coinvolti nella risposta all’emergenza di non abbassare la guardia e di aumentare l’assistenza alla popolazione.

Lo Stato di Borno, situato nel nord-est della Nigeria, è oggi lo scenario principale del conflitto tra Boko Haram e l'esercito, che coinvolge i quattro paesi affacciati sul lago Ciad e che ha provocato lo sfollamento di più di 2,6 milioni di persone. Nel solo nord-est della Nigeria, si stima che 1,8 milioni di persone siano sfollate, più della metà nella capitale Maiduguri.

“Nello Stato di Borno le esigenze mediche sono enormi e drammatiche. Ondate di persone continuano ad arrivare, in pessime condizioni. Stiamo parlando di una popolazione che è stata oggetto di violenze, che ha vissuto nella boscaglia, nessuno sa in quali condizioni. Ci sono persone che non sanno nemmeno spiegare cosa gli sia successo, la vita stessa è dolore. In alcuni luoghi, siamo gli unici attori ad assisterli”, dichiara in una video-intervista il dott. Jean François Saint-Sauveur, direttore medico di MSF, appena rientrato dalla Nigeria.

A seguito della mobilitazione internazionale degli scorsi mesi, la malnutrizione severa registrata nello Stato di Borno nel corso del 2016 si è stabilizzata, almeno nelle zone a cui abbiamo accesso. Tuttavia, altre necessità come l'acqua, i servizi igienico-sanitari e la salute, non sono ancora sufficientemente coperti. Inoltre le nostre équipe continuano ad assistere persone in arrivo da zone riconquistate dall'esercito e il loro principale problema è la mancanza di cibo e di assistenza sanitaria.

Oggi, fattori stagionali come la fine del raccolto e la maggiore presenza di attori internazionali e nazionali hanno portato un po’ di sollievo ma si tratta di un equilibro fragile. In alcune località, per questioni di sicurezza è praticamente impossibile coltivare e allontanarsi per raccogliere legna per cucinare o da vendere. Per questo la fornitura di cibo deve essere aumentata e mantenuta nel tempo, in particolare in vista della prossima stagione secca che può iniziare già a marzo.

“Le principali patologie di cui ci occupiamo sono la malnutrizione, la malaria e le infezioni respiratorie. Tutte patologie strettamente legate alle pessime condizioni di vita. Molte persone giungono con niente e ricevono molto poco. E questa è la situazione di quelli che possiamo assistere, perché MSF non ha ancora accesso a molte aree del Borno per motivi di sicurezza e non sappiamo cosa stia succedendo”, prosegue il dott. Jean François Saint-Sauveur.

Chiediamo alle autorità nigeriane, alle agenzie internazionali e alle organizzazioni umanitarie di continuare ad assicurare le distribuzioni di cibo in tutto lo Stato; di fornire assistenza sanitaria gratuita e di non ricollocare gli sfollati in aree dove non vi sono sicurezza e aiuti sufficienti, consentendo alla popolazione di decidere dove stabilirsi e quando eventualmente tornare nei luoghi di origine.

Nello Stato di Borno abbiamo avviato progetti per la malnutrizione, svolto una campagna di vaccinazione contro il morbillo e ci stiamo preparando ad effettuare altre campagne multi antigene di routine tra i bambini più piccoli. Stiamo inoltre aumentando le attività in diverse località nonostante i limiti legati all’insicurezza e ai vincoli amministrativi.

MSF sta attualmente gestendo 10 strutture mediche in sei città nello Stato di Borno (Maiduguri, Monguno, Damboa, Gwoza, Pulka e Benisheikh) e visita regolarmente altri sei località.

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