356 storie a bordo della Ocean Viking

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356 storie a bordo della Ocean Viking

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A bordo della Ocean Viking ci sono 356 persone soccorse. 356 storie di dolore, perdita, umiliazione e speranza.

Studiavo all’università in Sudan prima che scoppiassero le proteste. Quando dormo ho gli incubi, quindi la notte preferisco non dormire.

Sono fuggito da Tajoura il giorno prima che fosse bombardata, ma i miei amici e i miei fratelli sono rimasti uccisi nell’attacco. Sono rimasto in Libia per 1 anno e 8 mesi prima di essere soccorso dalla Ocean Viking. Questa è la seconda volta che tento di attraversare il mare. La prima volta siamo stati intercettati dalla guardia costiera libica che ci ha fatti sbarcare a Khoms. Lì hanno cercato di rimandarmi in Sudan. Mi sono rifiutato e così mi hanno riportato in un centro di detenzione”. Ragazzo di 20 anni fuggito dal Sudan

Siamo rimasti in mare 4 giorni prima di essere salvati. La parte posteriore della barca si è spaccata il giorno stesso che abbiamo lasciato la Libia. Nessuno di noi ha dormito perché dovevamo buttare l’acqua fuori dalla nave con le taniche di benzina vuote.

Abbiamo finito acqua e cibo il primo giorno. Uno di noi era così disperato che si è gettato in mare e abbiamo dovuto aiutarlo a risalire sulla barca. Avevamo così paura che riuscivamo a pensare solo alla morte: tutti pensavamo che saremmo morti”. Ragazzo di 17 anni fuggito dal Sudan

Sono scappato dal Sudan dopo che mio padre è stato ucciso davanti ai miei occhi durante un attacco al mio villaggio da parte di un gruppo armato. Mia madre e i miei fratelli adesso vivono in un campo rifugiati. Ho un fratello maggiore che è andato in Libia prima di me, ma non abbiamo più sue notizie.

Volevo venire in Europa per trovare un lavoro e aiutare la mia famiglia. Ho impiegato 7 giorni ad attraversare il Sahara. Durante il tragitto ci hanno dato del pane da mangiare solo due volte e ogni sera ci davano un litro d’acqua da dividere tra 33 persone. Ho visto morire un uomo che viaggiava con me, gli hanno sparato senza alcun motivo. Ho vissuto e lavorato in Libia per oltre un anno. Sono stato arrestato più volte e costretto a pagare per essere rilasciato.

Ho provato ad attraversare il mare per due volte prima di questa, ma la guardia costiera Libica ci ha riportato indietro. La prima volta sono riuscito a scappare prima che mi portassero in un centro di detenzione, ma la seconda volta mi hanno portato a Tajoura. Ero nel centro di detenzione di Tajoura quando è stato bombardato. Molte persone sono morte. Sono riuscito a fuggire insieme a un gruppo di persone. Sotto i miei piedi puoi vedere le cicatrici di quella notte. Ho corso a piedi nudi tra le fiamme del centro di detenzione distrutto.

Voglio andare in Europa dove i diritti umani vengono rispettati, dove posso essere trattato come un essere umano e dove posso trovare un lavoro che sostenga me e la mia famiglia”. Ragazzo di 16 anni fuggito dal Sudan

 

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