Repubblica Centrafricana: MSF sconvolta dall uccisione di un membro del suo staff

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MSF condanna a gran voce l'agguato alla sua équipe nella Repubblica Centrafricana (CAR) durante il quale un membro del personale è rimasto ucciso.
 
Giovedì 18 maggio, un convoglio di due veicoli, ben identificato come MSF, che trasportava personale sanitario e pazienti è stato fermato da uomini armati a Kouki, 82 km a nord di Bossangoa. Lo staff è stato costretto a uscire dalle vetture ed è stato derubato di oggetti personali e farmaci. Nel corso della vicenda, che è durata più di 40 minuti, uno dei conducenti è stato ucciso. 
 
MSF è scioccata e profondamente addolorata per questo grave incidente di sicurezza ed estende le proprie sincere condoglianze alla famiglia del membro dello staff rimasto ucciso.
 
“È assolutamente inaccettabile che un’équipe di medici sia stata attaccata, insieme ai propri pazienti, mentre tornavano da un trattamento medico salvavita” ha detto Michelle Chouinard, capo missione di MSF in CAR. “È oltraggioso che uno dei membri del nostro staff sia stato ucciso. Le équipe di MSF e i loro pazienti sopportano vessazioni continue, come proiettili sparati vicino alla testa e ripetute minacce di morte verbali”.
 
Come risultato di questo atto violento, MSF è stata costretta a sospendere le attività nell’area fin quando non riceverà adeguate garanzie sulla sicurezza del proprio staff e sul fatto che le attività mediche e umanitarie saranno rispettate. “Gli operatori umanitari devono essere tutelati dai pericoli mentre prendono parte alla missione nelle aree colpite da violenza", spiega Chouinard.
 
MSF sta raccogliendo informazioni sulle circostanze dell’accaduto e non farà alcun commento fin quando tutti i dettagli non saranno confermati. MSF si aspetta un’investigazione completa da parte della polizia locale e delle autorità affinché i colpevoli siano consegnati alla giustizia.

Le nostre attività nel Paese

MSF ha iniziato a fornire assistenza medica gratuita in Repubblica Centrafricana (CAR) nel 1997, in un momento in cui i tassi di mortalità di alcune regioni erano fino a cinque volte più alte della soglia di emergenza. Negli anni successivi, il CAR ha continuato ad affrontare una situazione di emergenza sanitaria cronica e prolungata. La crisi politica e le nuove violenze che hanno scosso il paese a partire dal 2013, hanno esacerbato la situazione, lasciando il 72% delle strutture sanitarie del paese danneggiate o distrutte. In risposta alla recente crisi, MSF ha duplicato i propri sforzi e ora gestisce 17 progetti in tutto il paese. Attualmente uno centrafricano su cinque è sfollato: alcuni vivono all’interno del Paese altri come rifugiati nei Paesi vicini. 
 

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