Repubblica Democratica del Congo: epidemia di morbillo

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Medici Senza Frontiere fa appello al Governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) e alle Organizzazioni partenarie, perché si decida immediatamente di lanciare una massiccia campagna di vaccinazione nelle provincie Orientale ed Equatoriale al principio di settembre.

Dalla fine del 2010, la RDC  è stata flagellata da un’epidemia di morbillo con oltre 106.000 casi registrati e oltre 1.100 morti, per la maggior parte bambini.

L’epidemia ha già raggiunto il Katanga, il Kusai orientale ed occidentale e le provincie di
Maniema e del Sud Kivu: principalmente perché le campagne di vaccinazioni supplementari, inizialmente pianificate nel 2010, non sono mai state realizzate.

Lo scorso aprile, quando le Autorità hanno dichiarato l’esistenza di un’epidemia di morbillo,  sono state prese rapidamente alcune misure: i bambini al di sotto dei 5 anni hanno ricevuto vaccinazioni d’emergenza e, nello scorso luglio, sono state organizzate delle campagne supplementari. Oltre 11 milioni di bambini minori di 15 anni sono stati già vaccinati, di cui 3 milioni con l’assistenza di MSF.

Tuttavia questi sforzi urgenti non sono riusciti a frenare il diffondersi dell’epidemia. Epidemia che, alcune settimane fa, ha raggiunto le province equatoriale e orientale, dove la copertura delle vaccinazioni è piuttosto scarsa.

Alcune campagne di vaccinazione nelle provincie Equatoriale e Orientale sono state pianificate per settembre 2011, ma la decisione di portarle avanti non è stata ancora confermata“- avverte il Dr. Northan Hurtado, coordinatore delle vaccinazioni di MSF. “Il morbillo è una malattia contagiosa e le sue complicazioni possono essere letali. C’è ancora tempo per salvare delle vite umane se si vaccineranno tutti i bambini di età inferiore ai 5 anni che non abbiano ancora ricevuto il vaccino.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF, principali collaboratori del Ministero della Salute della DRC, si sono mobilitati. I vaccini sono arrivati nella capitale, Kinshasa. La decisione di dare il via alle campagne è ora soltanto nelle mani del Governo, la cui partecipazione finanziaria è un fattore determinante.

Laurence Sailly, coordinatore medico di MSF nella DRC, spiega: “Se la campagna non si effettuerà a settembre, potrebbe spostata per la stagione delle piogge, periodo in cui sarà  molto difficile organizzarla; e con l’inizio dell’anno scolastico aumenta il rischio di contagio dell’infezione tra i bambini.”

MSF pensa che l’epidemia possa diffondersi nelle provincie Orientale ed Equatoriale e chiede al Governo di garantire che le vaccinazioni cominceranno a settembre per fermare la diffusione della malattia.

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