Repubblica Democratica del Congo violenze nella regione occidentale del Bas-Congo

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All’ospedale generale di Matadi, capoluogo della provincia del Bas-Congo, un’equipe del pool d’urgenza per il Congo di Medici Senza Frontiere (MSF) ha curato 29 persone rimaste ferite durante gli scontri tra la polizia e i membri del Bundu Dia Kongo, un gruppo politico-religioso che contesta l’autorità dello stato.

Dal 28 febbraio, quando la polizia congolese ha iniziato la repressione dei membri del Bundu Dia Kongo, l’ovest della Repubblica Democratica del Congo (RDC) è in effetti il teatro di violenti scontri. “È una situazione d’urgenza”, afferma Philippe Havet, coordinatore di MSF nel Bas-Congo. “Ci sono dei feriti – per colpi di arma da fuoco e per arma bianca – che hanno bisogno di cure mediche d’urgenza. Per MSF, tutti i feriti devono essere curati, indipendentemente dalla loro appartenenza politica o religiosa”.

Alcuni abitanti sono stati costretti a fuggire o si sono ritrovati in trappola tra gli scontri e i tiri. “Al momento degli scontri in un quartiere di Matadi, l’8 marzo, due bambini di 2 e 4 anni sono stati feriti da pallottole vaganti”, racconta Bertrand Perrocher, coordinatore del pool d’urgenza, che si trovava sul posto. “Sono stati riferiti all’ospedale di Matadi: siamo stati in grado di curare uno dei due, ma il bambino più piccolo è morto durante il trasferimento”. Alcune persone sono state colpite da pallottole vaganti mentre fuggivano dalle violenze. Come un ragazzo di 14 anni, gravemente ferito da una pallottola, ricoverato il 20 marzo all’ospedale di Matadi dopo avere trascorso due settimane nascosto nella foresta.

Per raggiungere il più gran numero di feriti in totale indipendenza, MSF ha organizzato due equipe mediche mobili nelle regioni di Kibunzi e Tshela, a nord di Matadi, dove la maggior parte dei membri del Bundu Dia Kongo si sono trincerati. Durante gli ultimi due giorni, queste equipe mobili hanno registrato 30 feriti in una quindicina di strutture sanitarie. Hanno distribuito materiale medico e fasciature per permettere al personale medico di curare i feriti. Tre pazienti che hanno bisogno di un’amputazione saranno inoltre trasferiti all’ospedale di Matadi.

Le equipe mobili di MSF hanno trovato villaggi svuotati di buona parte dei loro abitanti, con molte abitazioni incendiate. Numerosi feriti avevano lasciato i centri di salute. “È molto difficile fare un bilancio del numero di vittime perché molti sono attualmente impossibili da raggiungere”, aggiunge Philippe Havet. “La maggior parte dei feriti sono membri del gruppo Bundu Dia Kongo; altri sono persone che non hanno nulla a che vedere con gli scontri e che sono scappati dalle violenze per nascondersi nella foresta. Ora, alcuni sono gravemente feriti e c’è da temere che il loro stato di salute sia molto grave. Hanno bisogno di essere curati con urgenza”.
 

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