Rimpatriati i 40 richiedenti asilo pakistani trattenuti a Ponte Galeria Roma. Altri 37 rischiano di subire lo stesso trattamento.

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16 luglio 2003: Sono stati rimpatriati lo scorso 5 luglio 2003 i 40 richiedenti asilo pakistani della regione del Kashmir trattenuti dal 25 giugno scorso nel Centro di permanenza temporanea (Cpt) di Roma, a Ponte Galeria.

Il rimpatrio è avvenuto nonostante gli uffici legali di Medici Senza Frontiere e di Avvocati Senza Frontiere avessero inviato una richiesta di sospensione della misura al Prefetto e al Questore di Bari ed al Prefetto e al Questore di Roma.

L’istanza di sospensione della misura di rimpatrio era stata presentata da Medici Senza Frontiere e da Avvocati Senza Frontiere anche dietro suggerimento di un gruppo di parlamentari dell’opposizione i quali sembrava avessero avuto rassicurazioni in merito all’accoglimento dell’istanza.

Ignorando, invece, l’istanza presentata da Medici Senza Frontiere e da Avvocati Senza Frontiere, il Questore ha provveduto al rimpatrio degli espulsi.

Nel caso sopra menzionato, Medici Senza Frontiere e Avvocati Senza Frontiere avevano ravvisato l’illegittimità delle procedure di espulsione per i seguenti motivi:

1. violazione e stravolgimento del principio costituzionale del Giudice naturale (art. 25 Cost.):il trasferimento ad altra sede (Roma) non radica la competenza del giudice, ma rimane competente il giudice del luogo di emissione dei decreti (Bari);

2. incompetenza del Questore di Bari alla trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per udienza di convalida del trattenimento, in base all’art. 14, co.3, L. 286/98;

3. violazione del diritto alla difesa (art. 24 Cost.): i centri di trattenimento hanno adottato l’illegittima prassi di non comunicare alle cancellerie del Tribunale le nomine di fiducia degli extracomunitari, impedendo così l’esercizio dei diritti della difesa ai loro avvocati che intendono assisterli in udienza.

Continuano, invece, a essere trattenuti presso il Cpt di Ponte Galeria, a Roma, altri 37 pakistani del Kashmir giunti nel Centro lo scorso 24 giugno 2003, provenienti anch’essi da Bari Palese.

Anche per questi richiedenti asilo Medici Senza Frontiere e Avvocati Senza Frontiere hanno riscontrato le medesime violazioni del gruppo precedente.

La differenza tra il primo gruppo di 40 pakistani kashmiri e il secondo di 37 risiede nella sequenza delle notifiche.

Il primo gruppo (quello di 40 persone), infatti, era arrivato presso il Cpt di Ponte Galeria, a Roma, sine titulo, cioè senza alcun provvedimento notificato se non la notte precedente alla celebrazione dell’udienza di convalida del trattenimento, che tra l’altro il giudice non avrebbe dovuto celebrare e/o convalidare – in quanto in aperta violazione con l’articolo 25 della Costituzione italiana che disciplina il principio del Giudice naturale, non radicatosi in questo caso.

Il secondo gruppo di pakistani (quello di 37 persone, giunto a Ponte Galeria lo scorso 24 giugno), invece, è arrivato a Roma con le notifiche già effettuate da Prefetto, Questore e Commissione Centrale in Bari, ma in assenza della convalida del trattenimento che, nuovamente in violazione dell’articolo 25 della Costituzione, veniva celebrata a Ponte Galeria.

Per informazioni:
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