Roma: a Viale Pretoriano ennesimo sgombero senza soluzione alternativa
  • Italia

Esprimiamo la nostra preoccupazione per la sorte di decine di persone sgomberate questa mattina senza soluzioni alternative dall’insediamento di Viale Pretoriano a Roma.

Sono rimaste senza un posto dove andare e senza effetti personali perché durante le operazioni di sgombero sono stati rimossi e distrutti i materassi lungo il marciapiede, coperte, vestiti e qualsiasi altro bene in loro possesso.

Lungo viale Pretoriano abitavano uomini e donne, molti stranieri e qualche italiano, alcuni finiti a vivere per strada per aver perso il lavoro durante il lockdown, o passati di sgombero in sgombero dopo diversi interventi delle forze dell’ordine, anche durante le misure più restrittive sul Covid-19.

Adesso non sanno dove trascorreranno la notte a causa dell’ennesimo sgombero forzato che non ha trovato una soluzione nemmeno per le persone in condizioni di vulnerabilità.

Viale Pretoriano non era la soluzione, così come questo ennesimo sgombero che non farà altro che determinare un’ulteriore frammentazione degli insediamenti informali in città e la costituzione di nuclei ristretti di migranti e rifugiati che vivono in luoghi sempre più marginali” Francesca Zuccaro Responsabile MSF per l’intervento Covid-19 a Roma

Tra loro alcune persone assistitiamo: da agosto, infatti, nel sito informale lavora un team composto da un infermiere, un esperto d’igiene e un mediatore interculturale, che al primo intervento aveva individuato alcune persone con problematiche di salute, principalmente legate alle precarie e prolungate condizioni di vita in strada, segnalate ai servizi sanitari dedicati e in alcuni casi accompagnate per le visite mediche specialistiche necessarie.

La maggior parte degli abitanti dell’insediamento è in possesso di un documento di soggiorno, spesso scaduto e non rinnovato per mancanza di requisiti amministrativi, come la residenza. Altri hanno ricorsi pendenti, le cui tempistiche si sono diluite a causa della chiusura degli uffici pubblici dovuta all’epidemia.

Oltre un mese e mezzo fa avevamo segnalato alle autorità le critiche condizioni igienico sanitarie dell’insediamento, chiedendo di individuare soluzioni adeguate alle singole persone e interrompere il circuito insensato degli sgomberi senza alternative.

È più che mai necessario che a livello nazionale e locale sia evitata la rimozione di insediamenti informali attraverso il ricorso a sgomberi forzati, in assenza di soluzioni abitative alternative finalizzate a un inserimento sociale stabile.

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