Siria: terribile attacco missilistico. MSF urge rafforzare l’assistenza d’’emergenza

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Ieri pomeriggio, giovedì 4 giugno, l’esplosione di tre missili ha causato una strage in una città del Governatorato di Idlib e il conseguente afflusso di 130 pazienti feriti nel vicino ospedale da campo sostenuto da MSF. Un duro mese per il nord della Siria, dove oltre a questo ultimo incidente, sono stati segnalati dal presidio sanitario supportato da MSF nel Governatorato di Idlib tre attacchi con gas al cloro. Mentre la violenza continua senza sosta in Siria, MSF chiede un aumento massiccio di assistenza d’emergenza ai medici siriani in prima linea in questa crisi.

“Alle 15.15 tre razzi sono stati lanciati da un jet militare su una zona altamente popolata nel centro della città”, ha riportato il direttore dell’ospedale che ha richiesto di rimanere anonimo per motivi di sicurezza. “Qualche minuto dopo, il nostro modesto ospedale improvvisato, da dodici posti letto, ha cominciato a ricevere pazienti con ferite terribili. L’ospedale è stato immediatamente preso d’assalto. I corpi erano ovunque – sui tavoli, nei corridoi, sul pavimento. Lo staff di medici e volontari ha fatto quello che poteva e si è fatto spazio tra i corpi e i feriti. Abbiamo potuto curare solo 80 pazienti, e abbiamo dovuto allontanarne 50 non avendo la capacità di curare le loro ferite”.

“Posso a malapena immaginare la portata dell'orrore che questi medici e infermieri devono aver affrontato”, spiega il dott. Bart Janssens, direttore delle operazioni di MSF. “Sappiamo per esperienza che un afflusso di massa di 40 vittime in un ospedale ben attrezzato e col personale al completo è una sfida disperata. Ma qui parliamo del doppio del numero in poche ore, in una struttura di fortuna con un team medico limitato e attrezzature limitate. Loro, come tanti altri ospedali da campo in Siria, hanno bisogno di tutto il sostegno possibile”.

Il direttore dell'ospedale ha contattato MSF poco dopo le 15.00, quando hanno cominciato a ricevere i feriti, chiedendo urgentemente di inviare sacche di sangue, barelle e medicinali. L’afflusso dei pazienti è continuato fino alle 19.00. Oggi verranno spedite all’ospedale forniture d’emergenza. Un ulteriore rifornimento di attrezzature sanitarie di base sarà predisposto nei prossimi giorni, perché un episodio del genere impoverisce notevolmente le scorte della farmacia di un ospedale. Si tratta di una struttura medica alla quale MSF fornisce consulenza tecnica e supporto di emergenza dal 2013.
Questo va ad aggiungersi a una serie di attacchi con il cloro nel Governatorato di Idlib a fine maggio, quando un altro centro medico supportato da MSF ha curato 136 pazienti con sintomi di avvelenamento da cloro. MSF ha risposto inviando 700 kit per il trattamento di sindromi respiratorie da avvelenamento al centro di salute e ad altre sei strutture nella zona interessata.

Nel pericoloso contesto della guerra siriana, MSF e altre organizzazioni mediche possono solo svolgere attività mediche in alcune aree dove la libertà di movimento e di azione può essere negoziata con i gruppi armati. Ma altrove, dove le atrocità dei barili-bomba, gli attacchi missilistici e chimici sono eventi quasi quotidiani, è necessario attuare un approccio agile e flessibile per fornire supporto medico.
“Portare aiuti in Siria è ancora possibile, ma il contesto è estremamente difficile”, prosegue Bart Janssens. “Sono necessari approcci flessibili e innovativi. Non prendiamo in considerazione di rinunciare di fronte alle avversità: dobbiamo continuare a supportare le reti mediche siriane, come stiamo facendo ora con più di 100 ospedali e centri sanitari che ricevono sostegno regolare e di emergenza, anche nelle zone sotto assedio”.

Ci sono attualmente 6 strutture operative di MSF nel nord della Siria. Negli ultimi quattro anni, MSF ha sviluppato una rete di supporto regolare e di emergenza ad hoc per i medici siriani nel resto del paese, in zone inaccessibili alle équipe di MSF. Il sostegno regolare si propone di fornire attrezzature su base mensile e consulenza tecnica e medica a più di 50 strutture di fortuna, con un’attenzione particolare alle aree assediate. Oltre a questo, più di altre 100 strutture sono in contatto con le équipe di supporto di MSF e le informano quando ci sono emergenze gravi facendo richiesta di forniture essenziali di cui hanno urgente bisogno.

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