Somalia

Nairobi / Roma, 1 febbraio 2008 – Medici Senza Frontiere (MSF) è indignata da quello che sembra un attacco organizzato che ha causato la morte dei tre colleghi Victor, Damien e Mohmed Bidhaan, e di altre due persone, lunedì 28 gennaio a Kismayo, in Somalia.

In segno di rispetto e in considerazione dell’assenza di chiarezza intorno alle circostanze dell’attacco, MSF ha sospeso per il momento la presenza dei suoi operatori internazionali.

“Troviamo questo attacco contro la nostra equipe assolutamente intollerabile”, dichiara il dottor Christophe Fournier, presidente del consiglio internazionale di Medici Senza Frontiere, “e una grave violazione dell’azione umanitaria alla quale i nostri colleghi deceduti erano così dediti”.

Ottantasette operatori internazionali sono stati evacuati dai 14 progetti dove opera MSF in tutta la Somalia. “Questo attacco ha un impatto diretto sul livello di assistenza alla popolazione somala”, spiega il dottor Fournier. “Sebbene le attività mediche salvavita continueranno sotto la supervisione dei nostri validi colleghi somali, la sospensione ostacolerà chiaramente l’essenziale attività di assistenza medica di MSF in Somalia”.

Come MSF ha sottolineato in diverse occasioni durante l’ultimo anno, tutto ciò avviene in un momento in cui il paese sta affrontando una fase critica di emergenza con una violenza crescente, massicci spostamenti di popolazione e acuti bisogni medici senza risposta. I tassi di mortalità in diverse aree sono di gran lunga superiori alla soglia d’emergenza. Centinaia di migliaia di somali lottano per la sopravvivenza e hanno urgente bisogno di assistenza immediata dalla comunità internazionale. Sono loro le vittime indirette di simili attacchi contro gli operatori umanitari.

“MSF è determinata a fornire assistenza in Somalia ma, in quanto organizzazione neutrale e indipendente, dipende dall’accettazione, dal supporto e dalla protezione delle comunità somale per portare avanti il suo lavoro”, afferma Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia. “Per questo MSF lancia un appello a tutti i gruppi e ai belligeranti in Somalia affinché rispettino il lavoro dei nostri operatori somali e internazionali che dedicano loro stessi a curare i cittadini somali che hanno un disperato bisogno di assistenza medica”.

Medici Senza Frontiere ha lavorato continuativamente in Somalia per oltre 16 anni e fornisce al momento assistenza medica in undici regioni del paese. Prima della sospensione, 90 operatori internazionali di MSF erano operativi nel paese, e rimangono adesso oltre 800 operatori somali. Nel 2007 sono stati aperti diversi nuovi progetti in risposta alle conseguenze mediche e umanitarie della guerra attuale. Nel corso del 2007, le equipe mediche hanno effettuato oltre 1500 operazioni chirurgiche, 530mila visite ambulatoriali e hanno ricoverato circa 23mila pazienti in ospedale.

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