Somalia a Mogadiscio una nuova ondata di violenza impedisce alla popolazione l accesso alle cure mediche.

Lo scorso maggio, Medici Senza Frontiere (MSF) aveva aperto una clinica pediatrica per i bambini minori di 5 anni nel distretto di Halwadag, a Mogadiscio. Da allora, la clinica è stata ingrandita e sempre più bambini sono stati curati.

Oggi a Mogadiscio ci sono pochissime strutture sanitarie pubbliche ancora in funzione e la popolazione ha sempre maggiori difficoltà ad accedere alle cure mediche. Nel corso delle ultime settimane la tensione a Mogadiscio, dove si sta svolgendo il processo di riconciliazione in Somalia, è aumentata. Ci sono sempre più soldati per le strade e, dall’inizio di luglio, ogni giorno ci sono state esplosioni e battaglie a colpi di arma da fuoco che hanno causato feriti tra i civili. Le persone hanno nuovamente iniziato a fuggire dalla città.

La crescente insicurezza rende sempre più difficile per la popolazione anche l’accesso alla clinica di MSF recentemente aperta. Le persone hanno troppa paura a camminare per le strade e i servizi di trasporto pubblico sono sempre meno efficienti a causa del deterioramento delle condizioni di sicurezza.

All’inizio di luglio, una media di 150 bambini al giorno arrivavano nella clinica di MSF, mentre dalla scorsa settimana, in seguito agli scontri e alle esplosioni vicino alla clinica di MSF, il numero di pazienti è calato in maniera significativa a 100 bambini al giorno.

La crescente violenza colpisce tutti gli abitanti di Mogadiscio: impedisce alla gente di ricorrere alle cure mediche così come non permette al personale medico e alle organizzazioni umanitarie di raggiungere chi si trova in pericolo. Recentemente, alcune delle poche strutture sanitarie rimaste non sono più state in grado di fornire assistenza continua e, a volte, nemmeno di rispondere ai bisogni più elementari.

La popolazione civile è, ancora una volta, la principale vittima della grave instabilità e della violenza a Mogadiscio e gli scontri attuali stanno ulteriormente peggiorando la già critica situazione. MSF chiede a tutte la parti in conflitto di rispettare l’incolumità dei civili.

Medici Senza Frontiere lavora in Somalia centrale e meridionale da oltre 16 anni, e fornisce attualmente cure mediche in dieci regioni: Bakool, Banadir, Bay, Galgadud, Hiraan, Lower Juba, Middle Juba, Mudug, Middle Shabelle e Lower Shabelle. Sessanta operatori internazionali e oltre 800 operatori somali di Medici Senza Frontiere lavorano in Somalia. Nel 2006 MSF ha effettuato più di 300mila visite mediche ambulatoriali, e ha ricoverate 10mila pazienti in ospedale.

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