Striscia di Gaza: MSF chiede di poter accedere ai pazienti.

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Gaza/Roma. Sabato 9 ottobre 2004. Dallo scorso 28 settembre 2004 e dall’avvio dell’ "Operazione Giorni di Penitenza" a Gaza, i team di Medici Senza Frontiere (MSF) non sono stati autorizzati a raggiungere la maggior parte dei pazienti in cura nel centro e nel sud della striscia Gaza.

Da quel giorno e nonostante numerose richieste quotidiane rivolte alle autorità israeliane per consentire ai team medici di raggiungere le persone che avevano bisogno di aiuto, MSF non ha ricevuto nessuna autorizzazione ufficiale. Ancora oggi, Gaza è tagliata in tre parti e l’accesso ai nostri pazienti è impossibile.

Inoltre, gli operatori di MSF e la popolazione della zona subiscono violenze dirette. A Beit Hanoun, un collaboratore di MSF insieme alla sua famiglia è stato bloccato nella sua casa parzialmente distrutta, insieme ai suoi figli, mentre l’esercito israeliano distruggeva la sua macchina e uccideva il suo bestiame. La famiglia, colpita non perché legata a MSF, è stata presa di mira mentre cercava di mettersi in fuga. Nonostante le rassicurazioni date a MSF dalle autorità competenti sul fatto che tutti gli attacchi sarebbero cessati immediatamente, i bombardamenti non si sono mai interrotti. L’autorizzazione per far evacuare questa famiglia è stata rifiutata, costringendola a rifugiarsi in una casa vicina e rimanendo in una situazione critica. Poco dopo i militari hanno occupato la loro casa. I team di MSF non sono stati autorizzati ad evacuare la famiglia fino al giorno successivo.
A luglio, le autorità erano state ufficialmente informate della presenza di operatori MSF in quell’area.

Dall’inizio della "Operazione Giorni di Penitenza", MSF ha ricevuto numerose richieste di aiuto per garantire l’approvvigionamento di cibo, acqua e medicine per le persone bloccate a Beit Hanoun, Beit Lahia e Jabalia. In queste zone, ancora isolate dal resto di Gaza, ogni spostamento è impossibile dal 28 settembre scorso. Le autorità mediche locali hanno chiesto agli psicologi di MSF di fornire al proprio staff medico un’assistenza post emergenza. Siccome gli ospedali sono situati nella zona degli scontri, i nostri psicologi non hanno potuto operare. Da otto giorni, le équipe di MSF , che hanno la capacità di garantire aiuto medico e nutrizionale d’emergenza alle famiglie seguite, sono bloccate: ancora non è arrivata l’autorizzazione da parte dell’Esercito di Difesa Israeliano.

Ancora una volta MSF chiede di accedere ai propri pazienti nella striscia di Gaza.

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