Sud Sudan: aumento dei rischi sanitari per migliaia di sfollati nell’Unity State

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Con gli scontri ancora in corso nell’Unity State, in Sud Sudan, ancora più persone stanno cercando rifugio nel Campo di protezione dei civili delle Nazioni Unite a Bentiu, dove vivono oggi circa 110.000 persone sfollate – il doppio rispetto a pochi mesi fa.

Strutture al limite

L’afflusso di persone ha aumentato la pressione sulle risorse esistenti, tra cui l’ospedale di MSF nel campo, che è quasi al limite della propria capacità. Le équipe hanno visto un aumento significativo dei casi di malaria nell’ultimo mese e hanno trattato più di 2000 casi soltanto a luglio, ammettendo nell’ospedale più di 150 persone con malaria severa. 

“Nel tentativo di migliorare questa situazione e limitare le complicanze della malaria severa, abbiamo iniziato a supportare tre ospedali d’emergenza nel campo che assistono bambini sotto i cinque anni e forniscono accesso rapido alla diagnosi e al trattamento” dice il dr. Ruby Siddiqui, epidemiologo di MSF che lavora al campo delle Nazioni Unite a Bentiu

“Anche la malnutrizione severa è molto preoccupante” continua Siddiqui. “Solo a luglio il nostro ospedale ha ammesso più di 100 bambini affetti da malnutrizione severa con complicanze perché ricevessero un trattamento intensivo. Sfortunatamente molti bambini sono arrivati in ospedale tardi, con sintomi avanzati, e questo ha comportato una mortalità molto elevata”. Nel mese di luglio, si è registrato un tasso di mortalità del 23%.

Rischio epidemia di Epatite E

Oltre a questo esiste anche il rischio che si diffonda un’epidemia di Epatite E. Sebbene siano stati individuati dei casi sporadici da ottobre 2014, nelle ultime sei settimane si sono presentati sempre più pazienti con l’itterizia, segno di un’infiammazione del fegato, risultati poi positivi all’Epatite E. Oggi circa il 37% dei pazienti richiede l’ospedalizzazione e il 4% dei casi risulta fatale. Sono decedute anche tre donne incinte o che avevano appena partorito.

Condizioni igieniche scarse

Nelle maggiori epidemie di Epatite E hanno un ruolo importante anche la contaminazione dell’acqua e le scarse condizioni igieniche. Alla luce della possibilità di un’epidemia, le condizioni igieniche al campo di Bentiu devono essere urgentemente migliorate, anche attraverso l’installazione di più strutture per lavarsi le mani e più distribuzioni di sapone. È anche necessario avviare attività di promozione della salute per aiutare le persone a ridurre il rischio contagio e a riconoscere i segni e i sintomi dell’Epatite E. 

Intensificare gli sforzi

“MSF chiede a tutti gli attori che forniscono cure mediche e si occupano di servizi igienici e potabilizzazione dell’acqua, e a tutti i donatori, di intensificare i propri sforzi nel campo di protezione dei civili di Bentiu il prima possibile, nella speranza di bloccare un’ulteriore diffusione della malattia e di alleviare le sofferenze delle persone sfollate che vivono nel campo” conclude il dr. Siddiqui. 

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