Sud Sudan MSF risponde all’ultima ondata di violenza nello Jonglei State

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Juba/Roma – A seguito delle violenze tribali scoppiate l’11 gennaio scorso nel nord dello Jonglei State, in Sud Sudan, l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere  ha trasferito per via aerea tredici pazienti gravemente feriti dalla clinica di Yuai. I pazienti sono stati ricoverati nell’ospedale di MSF a Nasir, nell'Upper Nile State, dove stanno ricevendo cure mediche d’urgenza. Cinque donne e due uomini riportano ferite da arma da fuoco mentre gli altri 6 pazienti sono bambini sotto i cinque anni con ferite di varia natura.

“Ci preoccupa molto il fatto che la maggior parte dei feriti durante quest’ultima ondata di violenza siano donne e bambini”, dichiara Jose Hulsenbek, capo missione di MSF in Sud Sudan. “Questi tredici pazienti sono fuori pericolo, anche se alcuni bambini sono ancora critici a causa dei traumi cranici riportati”.

MSF supporta una piccola clinica ambulatoriale a Yuai, nel nord del Jonglei State a circa due ore da Wek (Contea di Uror), dove hanno avuto luogo gli ultimi episodi di violenza. MSF continua a monitorare la situazione e se dovessero arrivare altri feriti gravi alla clinica, verranno trasferiti presso l’ospedale di MSF a Nasir, che possiede attrezzature chirurgiche.

Quest’ultima ondata di violenze tribali segue quella avvenuta nella Contea di Pibor a cavallo tra dicembre e gennaio, durante la quale l’ospedale di MSF nella città di Pibor è stato assaltato e saccheggiato. Le équipe d’emergenza di MSF hanno ripreso le attività a Pibor domenica 8 gennaio.

MSF ha dimostrato la sua totale imparzialità e neutralità nel corso degli anni, lavorando in diverse comunità in Sud Sudan. Nel 2011, tre strutture mediche di MSF sono state prese di mira nello Jonglei State. MSF condanna l’attacco a strutture sanitarie da parte di qualsiasi gruppo armato e si impegna a continuare a fornire assistenza umanitaria e medica alla popolazione dello Jonglei State.

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