SUDAN-DARFUR Le autorità sudanesi procedono al trasferimento forzato dei profughi presenti nei campi di Nyala e impediscono l approvvigionamento di acqua potabile

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Roma, 15 gennaio 2004 – Oggi, giovedì 15 gennaio, le autorità sudanesi hanno proseguito il trasferimento, iniziato ieri, degli sfollati dei campi profughi di Nyala verso i campi situati a una ventina di chilometri dalla città, in un'area dove né il livello di sicurezza né quello di assistenza sono adatti ad accogliere persone così deboli.

Già ieri, le autorità sudanesi sono arrivate nei campi per cominciare il trasferimento, con dei camion, verso i nuovi siti. L'operazione è stata sospesa più tardi nella giornata quando, per fuggire, una parte degli sfollati è stata presa dal panico. Alcuni bambini gravemente malnutriti seguiti da MSF non si sono presentati alla visita per ricevere le cure mediche di cui hanno bisogno.
Questa mattina, quando le forze di polizia e le autorità sono arrivate nei campi questi erano per il 90% vuoti: le persone erano fuggite per evitare di essere trasferite. Alle equipe di MSF è stato impedito di procedere con l'approvvigionamento di acqua potabile. Per la seconda giornata consecutiva, i bambini malnutriti non hanno potuto ricevere cure vitali per la loro sopravvivenza.

Gli sfollati sono ripartiti in due campi di fortuna nella città di Nyala. Ogni giorno arrivano tra i 50 e i 150 sfollati. Queste persone arrivano a Nyala senza nulla, dopo aver subito violenze e aver visto i propri villaggi e raccolti saccheggiati e dati alle fiamme e con la speranza di trovare un rifugio sicuro e un aiuto vitale. Nei campi di questa città, più sicura e accessibile, MSF assicura le cure mediche, assiste i bambini gravemente malnutriti, distribuisce materiale di prima necessità (coperte, taniche per l'acqua, ecc.) e acqua potabile.

Attualmente, il tasso di mortalità nei campi è già alto: in questi ultimi quindi giorni è arrivato a 6 decessi al giorno ogni 10.000 persone per i bambini di età inferiore ai cinque anni, livello che denota una situazione di urgenza sanitaria.
In questa regione dove l'accesso è particolarmente difficile a causa dell'elevata insicurezza, il trasferimento annunciato promette di avere conseguenze ancora più gravi per queste persone estremamente deboli. Infatti, non è stato previsto nulla per accogliere gli sfollati in questi nuovi siti, a una ventina di chilometri da Nyala. L'assenza di ripari e di distribuzioni di cibo, un numero insufficiente di punti di accesso all'acqua e di latrine ne fanno luoghi privi delle caratteristiche necessarie per garantire l'assistenza vitale agli sfollati. Inoltre, in quest'area continuano i combattimenti.

Da più di un anno, il Darfur, regione situata nel Sudan occidentale e grande come due terzi della Francia, è il teatro di una guerra che ha provocato la fuga di 600.000 persone e colpisce circa un milione di persone nel complesso della provincia. Dalla fine dello scorso mese di dicembre, MSF garantisce assistenza medica e nutrizionale agli sfollati di questa provincia e a Nyala, la città più importante del Darfur, dove circa 10.000 sfollati hanno potuto trovare rifugio, scappando dai violenti combattimenti e dalla distruzione dei loro villaggi. La maggior parte degli sfollati resta tuttavia inaccessibile ai soccorsi.

Dal mese scorso, un'équipe di MSF, composta da 7 volontari internazionali e decine di sudanesi, lavora nel le Darfur per assistere gli sfollati fuggiti dalla guerra. A Nyala, MSF fornisce assistenza medica e nutrizionale ai 7.000 sfollati che hanno trovato rifugio a Zalinge e cerca di avere accesso ad altre zone. Dall'altra parte della frontiera, altre equipe di MSF portano assistenza ai rifugiati sudanesi in Ciad, nei campi di Tine, Birak e Adré.

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