SUDAN: l escalation degli attacchi in Nord Darfur costringe nuovamente i civili alla fuga.

  • Sudan

Khartoum – Ieri duemila civili sono stati costretti a fuggire dal villaggio di Saraf Ayat nel Nord Darfur, in seguito a ulteriori e ripetuti attacchi nella regione. Molte delle vittime degli attacchi erano già state obbligate a lasciare le loro case alcuni giorni fa e avevavo trovato rifugio nel villaggio di Saraf Ayat. Un team di Medici Senza Frontiere (MSF) stava fornendo assistenza medica alle persone raccolte nelle scuole quando hanno avuto luogo gli attacchi.

Quando il team di MSF è arrivato a Saraf Ayat, c’erano circa 1500 sfollati, fuggiti 3 giorni prima dopo gli assalti del 27 novembre scorso contro i villaggi a nord di Tawilla, bisognosi di ogni tipo di assistenza umanitaria – cibo, cure mediche, coperte, ripari. MSF aveva appena cominciato a fornire le cure necessarie quando l’attacco ha costretto alla fuga sia residenti che sfollati, nonché il personale di MSF.

Il team di MSF aveva già dovuto evacuare la città di Korma lo scorso martedì a causa dell’esacerbarsi delle violenze. Ritornati nella città domenica, i nostri volontari hanno cominciato a prestare assistenza medica: tra i feriti c’erano 6 civili, di cui due bambini, colpiti da proiettili durante l’attacco del 27 novembre.

“Il fatto che la gente sia continuamente costretta a scappare da un posto all’altro senza riuscire a trovare un riparo sicuro è estremamente preoccupante” dice Jerome Oberreit di MSF. “Le indagini sulla mortalità condotti da MSF mostrano che durante le prime fasi del conflitto nel Darfur, il dislocamento forzato e le ripetute violenze erano cause di elevata mortalità. Siamo preoccupati che si stia ritornando a quella tendenza nel nord Darfur dove la popolazione è continuamente costretta alla fuga ”

“Non c’è dubbio che le persone intrappolate negli attacchi siano civili – uomini, donne e bambini – che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria” continua Oberreit. “E’ assolutamente inaccettabile che le ripetute violenze contro i civili continuino in Darfur”.

MSF è impegnata con oltre 200 operatori umanitari internazionali e 2000 sudanesi che lavorano in 26 località del Darfur mentre 35 internazionali prestano assistenza ai rifugiati in Ciad. I team di MSF fanno consultazioni mediche, curano le vittime delle violenze, trattano i bambini severamente e/o moderatamente malnutriti, migliorano le condizioni igienico-sanitarie e distribuiscono cibo e altri beni essenziali a più di 700.000 persone.

Saraf Ayat si trova a circa 50km a ovets di El Fasher, la capitale del Nord Darfur.

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