Nel campo di Al Hol curiamo anche donne ferite dagli spari

  • Conflitto Migrazione

Nel campo di Al Hol curiamo anche donne ferite dagli spari

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Le nostre équipe nel campo di Al Hol, in Siria settentrionale, hanno curato quattro donne ferite da armi da fuoco durante le proteste scoppiate nei giorni scorsi e sedate con la forza dalle autorità di sicurezza locali che controllano il campo.

Stando alle autorità del campo, Al Hol ospita ora circa 68.000 persone, provenienti da Siria, Iraq e “nazioni terze”. Il 94% di loro sono donne e bambini, per la maggior parte sfollati dall’ultima roccaforte del gruppo dello Stato Islamico nel governatorato di Deir Ez Zor. Sono arrivati tra dicembre 2018 e marzo 2019 perché in fuga da combattimenti e bombardamenti aerei o costretti a lasciare l’area. Alcuni erano feriti, la maggior parte erano estremamente vulnerabili per essere sopravvissuti settimane vicino alla linea del fronte senza cibo o cure mediche sufficienti.

La dichiarazione di Robert Onus, coordinatore MSF dell’emergenza in Siria.

“Le nostre équipe stavano svolgendo le loro attività mediche quotidiane nel campo e nella nostra clinica nel cosiddetto ‘Annex’ – sezione isolata che ospita circa 10.000 stranieri (non siriani o iracheni) – quando una protesta di donne e bambini è stata sedata con la forza da parte delle autorità che controllano il campo.

MSF ha curato quattro donne ferite da armi da fuoco, mentre staff e i pazienti cercavano di ripararsi dalle sparatorie in corso. Tutte le nostre équipe sono al sicuro e continuano a monitorare la situazione, ma siamo molto preoccupati per le persone nel campo.

Le attuali condizioni di insicurezza hanno costretto MSF a ridurre temporaneamente le attività mediche e stanno limitando le capacità delle organizzazioni umanitarie di fornire l’assistenza necessaria ad una popolazione molto vulnerabile.

Considerando le terribili condizioni di vita ad Al Hol e negli altri campi della Sira nord-orientale, insieme alle gravi limitazioni dell’assistenza umanitaria nell’Annex, è prevedibile che scoppino proteste. La comunità internazionale deve prendersi la responsabilità di una risposta collettiva per risolvere questa crisi nel rispetto delle norme del diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale e le leggi sui diritti umani.”

Le nostre richieste

Chiediamo all’amministrazione e alle autorità che controllano il campo di garantire la sicurezza di tutta la popolazione. La gestione di proteste o agitazioni deve essere condotta in modo adeguato, tenendo in conto la vulnerabilità delle donne e dei bambini che costituiscono il 94% delle persone nel campo. I nostri medici non dovrebbero trovarsi a curare donne ferite da armi da fuoco all’interno di un campo. Se questo accade, qualcosa è andato molto male.

Le nostre attività

Abbiamo avviato le attività nel campo di Al Hol a gennaio 2019, fornendo assistenza medica di emergenza nell’area dei nuovi arrivi e donando articoli di prima necessità: 308 tende per le famiglie, kit igienici, 24.000 coperte e 1079 kit per cucinare. Visti i bisogni in aumento, abbiamo aumentato le attività fornendo un triage di pronto soccorso e costruendo strutture igienicosanitarie.

A febbraio 2019 abbiamo aperto una struttura medica di base con un ambulatorio aperto giorno e notte che fino a giugno ha curato 29.377 pazienti, di cui 2.377 emergenze.

Da marzo gestiamo tre centri nutrizionali ambulatoriali per bambini e donne incinte, e un centro nutrizionale ospedaliero con 23 posti letto e assistenza 24 ore su 24 per i pazienti gravemente malnutriti. Abbiamo curato 1.189 pazienti, di cui 104 sono stati ricoverati.

Abbiamo anche anche avviato un sistema di sorveglianza epidemiologica nella comunità. Da aprile, forniamo assistenza a domicilio per pazienti feriti e impossibilitati a muoversi e organizziamo trasferimenti in tre ospedali esistenti, nel campo o fuori. A oggi sono stati effettuati 75 interventi chirurgici.

Infine, abbiamo avviato una clinica mobile nell’Annex del campo, diventata poi una struttura fissa, dove i nostri team hanno effettuato più di 6.500 consultazioni.

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