Ultimi aggiornamenti dall’Iraq. Intervista a Fabio Forgione capo missione MSF nel Paese

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Qual è la situazione attuale in Iraq? 

L’escalation di violenza nel governatorato di Anbar in Iraq durante gli ultimi sei mesi e più recentemente nella città di Mosul, sta avendo enormi conseguenze per centinaia di migliaia di iracheni. Più di 400.000 persone che sono fuggite dal governatorato di Anbar negli ultimi sei mesi hanno bisogno di assistenza e cure mediche d’emergenza. Un numero stimato di 500.000 persone, inoltre, avrebbero lasciato Mosul da quando i gruppi armati di opposizione hanno preso il controllo della città il 12 giugno. Queste persone sarebbero fuggite da ovest ad est della città, verso altre parti del governatorato di Ninewah e la regione curda dell’Iraq (KRG), mentre i combattimenti sono in corso in molte zone del paese. 

Qual è la situazione umanitaria delle persone costrette ad abbandonare le loro case ad Anbar e Mosul? 

La situazione umanitaria è estremamente preoccupante. Gli sfollati vivono in condizioni difficili. Sono in scuole, moschee, palazzi in costruzione o con i loro parenti. Hanno bisogno di acqua, un rifugio, cibo e assistenza medica d’emergenza. Gli ospedali e i centri di salute hanno bisogno di staff medico e paramedico, fuggito in massa dalle aree di conflitto. C’è una forte carenza di medicine e strumenti medicali: le condizioni di sicurezza sono talmente instabili in Iraq che è davvero difficile per le organizzazioni umanitarie avere accesso alle aree di conflitto.

Puoi descrivere il bombardamento della clinica MSF di Tikrit lo scorso 13 giugno?

Il 13 giugno la clinica di MSF a Tikrit è stata gravemente danneggiata durante il bombardamento indiscriminato della città. Fortunatamente nessuno è stato ferito, abbiamo aperto questa clinica di recente in collaborazione con le autorità sanitarie locali per fornire assistenza medica alla popolazione sfollata, circa 40.000 persone. Stavamo aspettando di ricevere il primo paziente il 15 giugno.

MSF come sta rispondendo alla situazione attuale? 

Nonostante le condizioni di sicurezza instabili, MSF sta sviluppando altre attività in risposta a questa crisi. Stiamo aumentando le équipe chirurgiche a Hawijah e avviando cliniche mobili in molte zone per fornire agli sfollati assistenza medica di base, salute riproduttiva e cure per malattie croniche. 

MSF sta lavorando in Iraq dal 2006. Questa è la peggiore crisi che abbiate mai visto in questi anni?

Il governatorato di Anbar è stato colpito da un’intensificazione dei combattimenti nell’ultimo anno, soprattutto intorno alle città di Fallujah e Ramadi. La violenza non aveva raggiunto un livello tale dal 2008. Coloro che sono fuggiti recentemente si aggiungono a più di 1.1 milioni di iracheni che non sono potuti rientrare nelle zone colpite da estrema violenza dal 2006 al 2008. 

Quali sono le sfide principali affrontate dalle vostre équipe? 

Fornire assistenza medica di base e cure mediche alle popolazioni sfollate è estremamente impegnativo per le organizzazioni umanitarie, considerando le condizioni di sicurezza e il fatto che la popolazione sia sparsa in un’ampia area. Lo staff internazionale – che assume una posizione di neutralità in un conflitto che sta diventando sempre più settario – non può essere usato in molte aree per motivi di sicurezza redendo più complicato fornire assistenza medica imparzialmente.

Quello che stiamo facendo non è sufficiente rispetto ai bisogni crescenti della popolazione. L’intensità del conflitto e la concreta possibilità che si possa estendere ad altre aree del paese richiede un urgente e decisivo impegno dei donatori internazionali nella risposta alle conseguenze umanitarie di questa crisi. 

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