Un campo rifugiati a Bergamo: grazie ai 6mila visitatori.

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Bergamo/Roma, 4 dicembre 2007 – Per tre settimane Piazza della Libertà ha ospitato un’autentica ricostruzione di un campo rifugiati. Gli operatori umanitari di Medici Senza Frontiere hanno guidato circa 6mila visitatori all’interno della mostra, spiegando come ci si prende cura dei rifugiati e come si vive all’interno di un campo. Una realtà, purtroppo, molto diffusa: secondo l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati sono circa 33 milioni le persone che vivono ammassate in campi di accoglienza. Alcuni hanno attraversato la frontiera del proprio Paese di origine. Sono i rifugiati. Altri hanno trovato rifugio all’interno del proprio Paese. Sono gli sfollati. Le loro vite dipendono dagli aiuti della comunità internazionale. Tutte queste persone si trovano infatti a vivere in campi improvvisati, allestiti dalle agenzie dell’ONU o dalle Organizzazioni Non Governative (ONG) come Medici Senza Frontiere, da anni impegnata nel fornire loro assistenza sanitaria.

 

Gli oggetti provenienti da veri campi rifugiati, le tende per la vaccinazione e per la cura del colera, la possibilità di sdraiarsi nelle tende e di assaggiare il cibo iperproteico hanno reso la visita un’esperienza diretta e viva per tutti. La mostra è stata un’occasione per conoscere un mondo per lo più ignoto, quello di rifugiati e sfollati, e di informarsi sulle attività di Medici Senza Frontiere.

Ospiti particolarmente graditi e attenti sono stati i 3.500 studenti delle scuole elementari, medie e superiori che sono stati coinvolti con attività mirate, mentre le visite da parte di autorità quali il sindaco di Bergamo Roberto Bruni e da parte di squadre sportive come l‘Unione Calcio Albinoleffe e la Volley Bergamo Foppapedretti hanno avuto un notevole impatto.

Positivo anche il coinvolgimento dell’Università di Bergamo che ha ospitato diversi incontri di approfondimento presso le facoltà di Scienze Infermieristiche, Economia e Ingegneria.

 

MSF vuole ringraziare sentitamente tutta la cittadinanza di Bergamo per la vivace partecipazione all’iniziativa e agli eventi collaterali quali mostre fotografiche e performances teatrali.

 

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