Vertice Nazioni Unite per la lotta all’AIDS

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New York/Roma – Sulla scia delle nuove prove che mostrano come il trattamento dell’HIV rappresenti al tempo stesso una misura di prevenzione, i Governi presenti al Summit delle Nazioni Unite sull’AIDS hanno compiuto un passo cruciale, impegnandosi a fornire il trattamento contro l’HIV a 15 milioni di persone entro il 2015. Medici Senza Frontiere (MSF) ribadisce che i Governi devono attuare azioni concrete e immediate per far diventare tale obiettivo una realtà.

Accordandosi per estendere il trattamento contro l’HIV a 15 milioni di persone in quattro anni, i Governi stanno accettando le prove scientifiche che le cure significano anche prevenzione, e si impegnano a implementare politiche che salvino vite umane e che possano fermare il virus“, dichiara Sharonann Lynch, esperta di AIDS della Campagna di MSF per i Farmaci Essenziali. “Non c’è tempo da perdere: ogni giorno dobbiamo sottoporre al trattamento contro l’HIV sempre più persone”.

Il trattamento è una forma di prevenzione, come mostrano le più recenti prove scientifiche: il rischio di trasmissione dell’HIV da persona a persona si riduce infatti del 96%. Grazie all’ambiziosa estensione del trattamento, secondo il nuovo studio dell’ UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS), si possono evitare 12 milioni di infezioni e più di 7 milioni di morti entro il 2020. Si potrebbe inoltre ridurre di più della metà il numero di nuove infezioni entro il 2015. Ciò richiederà ulteriori 6 miliardi di dollari ogni anno fino al 2015. Tuttavia, i finanziamenti per la lotta all’AIDS si sono ridotti sia nel 2009 che nel 2010, lasciando con scarse risorse programmi come il Fondo Mondiale per la lotta all’AIDS, TBC e Malaria (Global Fund), il Fondo degli Stati Uniti PEPFAR e anche altri programmi.

Ci sono nove milioni di persone che aspettano il trattamento contro l’HIV”, dichiara Tido von Schoen-Angerer, Direttore della Campagna di MSF per i Farmaci Essenziali. “Questo Summit delle Nazioni Unite sarà stato una farsa se non assisteremo a sforzi concreti per espandere il trattamento in modo da poter prevenire ulteriori infezioni”.

I diversi Paesi devono anche assicurarsi che i farmaci per combattere la malattia siano economicamente accessibili. Ciò significa non solo supportare politiche che riducano i prezzi, ma al contempo anche evitare di spingere verso politiche che possano alzare i prezzi imponendo regole ancor più rigide sulla proprietà intellettuale. In particolare, gli accordi di libero commercio negoziati fra Stati Uniti, Unione Europea e altri paesi in via di sviluppo stanno creando ulteriori barriere alla riduzione dei prezzi legato alla concorrenza e stanno minacciando l’accesso a nuovi farmaci più economici.

Senza medicine a basso prezzo, l’accesso al trattamento non può diventare realtà”, dice Michelle Childs, Responsabile Advocacy della Campagna di MSF per i Farmaci Essenziali. “Ad oggi, più di sei milioni di persone ricevono un trattamento contro l’HIV, in larga misura perché la produzione di farmaci generici ha ridotto i prezzi delle medicine contro l’AIDS del 99% a partire dal 2000. Questo successo può essere ripetuto con nuovi e più potenti farmaci, se le barriere alla produzione di medicinali a basso prezzo saranno rimosse. Tuttavia i vari Paesi promettono di combattere l’AIDS in un incontro e lavorano poi per tenere i prezzi fuori dalla portata dei pazienti in altri incontri a porte chiuse. Questo 'doppio gioco' deve finire!

MSF attualmente fornisce trattamenti antiretrovirali a 170mila persone malate di HIV/AIDS in 19 paesi; più dell’80% dei farmaci antiretrovirali che utilizza nei propri progetti proviene dai produttori di farmaci generici in India.

MSF ha pubblicato recentemente anche il rapporto (disponibile on line in inglese)
Getting Ahead of the Wave: Lessons for the Next Decade of the AIDS Response

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