Yemen le sfide di MSF per soccorrere la popolazione

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Aspettative di cambiamento, rivendicazioni di secessione e conflitti tribali stanno alimentando le tensioni in Yemen. Nonostante la situazione si sia calmata rispetto allo scorso giugno, è ancora contrassegnata in alcune zone da instabilità e mancanza di accesso all’assistenza sanitaria.

La situazione adesso è più tranquilla in Yemen?
Caroline
: Nella capitale, Sana’a, tra marzo e maggio si sono tenute molte proteste anti-governative guidate dalla cosiddetta “Primavera Araba” che hanno causato morti e feriti. Ma da quando il Presidente Saleh è partito per l’Arabia Saudita ai primi di giugno per farsi curare, la tensione è diminuita. In ogni caso, ci sono ancora molti gruppi armati che mettono posti di blocco nelle strade.

In che modo la crisi attuale colpisce la popolazione?
Teresa
: Nonostante il calare delle tensioni, la situazione a Sana’a è ancora precaria e colpisce la popolazione nel quotidiano. Da gennaio, i prezzi delle principali derrate alimentari sono aumentati del 43%, secondo quanto riportato dal Programma Alimentare Mondiale. In città, si verificano continue interruzioni di elettricità e la scarsità di combustibile ha creato un grosso mercato nero con un aumento dei prezzi fino al 500%. Ci sono state proteste per la difficoltà di procurarsi acqua, combustibile nonché per la mancanza di corrente. A causa degli stessi motivi, molti ospedali faticano a portare avanti le loro attività. Le scorte durano al massimo uno o due giorni. In più, la presenza di armi in città è notevolmente aumentata. Le tensioni all’interno della comunità che una volta venivano chiarite pacificamente, ora si risolvono con la violenza. Alcuni quartieri sono particolarmente colpiti: in zone come Hasaba, parte degli abitanti sono sfollati a causa dell’eccessiva violenza. Vari gruppi armati controllano diverse parti della città. In generale, la vita per i civili sta peggiorando rapidamente e le persone sono realmente preoccupate per l’incertezza della situazione e del loro futuro.

Qual è la risposta delle autorità sanitarie alla situazione?
Teresa
: È importante sottolineare che la risposta del sistema sanitario yemenita all’emergenza è stata abbastanza buona. I settori sia pubblico che privato del sistema sanitario sono stati per lo più capaci di affrontare l’aumento dei feriti e offrono servizi di qualità.

Quali attività di emergenza ha implementato MSF?
Teresa
: MSF sta supportando il sistema sanitario yemenita e colmando alcune lacune. Dall’inizio delle proteste abbiamo lavorato a stretto contatto con il dipartimento per le emergenze del Ministero della Salute, i comitati degli studenti di medicina e delle strutture sanitarie pubbliche e private. Abbiamo controllato i principali ospedali per valutare se erano preparati ad affrontare un enorme afflusso di persone e abbiamo offerto il nostro supporto; in alcuni di essi abbiamo organizzato corsi di formazione e fornito medicinali. Inoltre, abbiamo delle équipe di emergenza pronte a intervenire in caso di necessità.

Il paese sta attraversando un periodo di instabilità che colpisce ogni regione e la popolazione a vari livelli. L’aumento dei prezzi e la mancanza di carburante, elettricità e acqua sta causando più di un problema nelle zone rurali. Stiamo quindi cercando di concentrare il nostro intervento nelle zone più colpite. MSF sta monitorando attentamente la situazione. Abbiamo rafforzato le nostre équipe di emergenza nel sud, ad Aden e Taiz, ma per il momento non stiamo riscontrando né focolai particolari né emergenze mediche.

Caroline: Per un mese, un’équipe di MSF ha lavorato nell’ospedale di Sana’a curando più di 200 feriti nel pronto soccorso – molti di essi non ricollegabili a violenze politiche – e ha effettuato più di cento operazioni chirurgiche, soprattutto a vittime di traumi. Adesso stiamo lasciando l’ospedale perché i bisogni medici sono cambiati.

Attualmente stiamo lavorando nel sud, a Taiz, dove la tensione resta alta e la presenza di gruppi armati rende difficile l’assistenza umanitaria. Una linea del fronte attraversa la città, con l’esercito da un lato e i gruppi armati dall’altro. Due mesi fa, abbiamo organizzato un sistema di ambulanze per trasferire le persone ferite presso un ospedale privato della città e preparato un piano per essere pronti a ricevere un gran numero di vittime.

La zona di conflitto più acceso è il governatorato di Abyan, a est di Aden. Pesanti combattimenti tra islamisti, milizie tribali e gruppi regolari armati sta provocando grossi spostamenti di popolazione (circa 80.000 persone sono fuggite verso la zona di Zandjibar). Stiamo supportando una clinica per chi si è rifugiato ad Aden. Stiamo controllando la situazione e i bisogni nella regione di Abyan, ma affrontiamo molte difficoltà per l’elevata insicurezza della zona.

Quali sono le principali cause che impediscono l’accesso al sistema sanitario?
Caroline
: Nel governatorato di Abyan, i combattimenti sono l’ostacolo maggiore. Nelle città più grandi invece il problema è diverso. Sana’a, Taiz e Aden hanno ospedali ben equipaggiati. Durante le proteste, comunque, i feriti non si sono rivolti a queste strutture per paura di essere segnalati o di dover affrontare le forze di sicurezza. A Taiz, due ospedali sono stati saccheggiati e un carro armato si è posizionato vicino a un altro ospedale. Per questo i feriti sono andati nelle cliniche private. Finché la situazione resta instabile noi siamo pronti a intervenire, se necessario.

Che effetti ci sono stati sui progetti di MSF già in corso nello Yemen?
Teresa
: Abbiamo incrementato i nostri programmi a Lahi, Haradh, Saada e Amran. MSF lavorava in Yemen già prima di questa crisi. Da molti anni, il paese è interessato da conflitti armati nel nord e, l’anno scorso, ci sono state molte tensioni secessioniste nel sud. Gestiamo programmi in entrambe le zone, programmi che hanno continuato a funzionare abbastanza bene dall’inizio dei disordini, ma ora dobbiamo fare i conti con la mancanza di carburante e l’aumento dei prezzi e così abbiamo dovuto ridurre molti dei nostri spostamenti. Abbiamo inoltre riscontrato un aumenti di pazienti nei nostri programmi nutrizionali.

Quali sono le sfide più importanti per MSF nel Paese?
Teresa
: Il nostro principale obiettivo è fornire assistenza di qualità a una popolazione che ha bisogno di soccorso. Nonostante svolgiamo attività importanti nel paese, facciamo ancora fatica a raggiungere alcune zone a causa dell’insicurezza. Il nostro lavoro in Yemen richiede una gestione della sicurezza molto rigorosa e un grande sforzo per essere sicuri di essere accettati come un’organizzazione medico-umanitaria indipendente dalla popolazione e dalle autorità.

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