“La guerra ha distrutto tutti. Nei primi mesi di gravidanza mi è stata diagnosticata la malnutrizione. Ho iniziato a farmi seguire in una clinica di Medici Senza Frontiere. Il bambino ora ha tre mesi e non so come farò a procurarmi pannolini e latte” – Samar Abu Mustafa, paziente di MSF a Gaza
A sei mesi dal cessate il fuoco, la situazione a Gaza resta catastrofica: centinaia di migliaia di persone vivono ammassate tra tende distrutte e macerie, senza accesso ad acqua potabile, cibo, elettricità e cure mediche. Prima della guerra, la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente. Oggi sempre più donne affrontano la gravidanza senza acqua e cibo, mentre molti neonati nascono prematuri, sottopeso e troppo fragili per sopravvivere.
Il nostro staff internazionale è stato costretto a lasciare Gaza a seguito delle restrizioni di Israele, che ha negato a MSF e ad altre 36 organizzazioni umanitarie la registrazione necessaria. Ma restiamo al fianco dei nostri pazienti con oltre 1.600 operatrici e operatori umanitari palestinesi che continuano a curare e salvare vite.
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