Gaza distrutte macchine e clinica

Proteggere gli ospedali nei conflitti

L’appello della comunità sanitaria italiana al Governo

All’attenzione della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani,  del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Ospedali, personale sanitario e pazienti non sono un obiettivo

Dieci anni fa, il 3 maggio 2016, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottava la Risoluzione 2286, che condanna esplicitamente  gli attacchi contro il personale sanitario e le strutture mediche nei conflitti e richiama gli Stati e i gruppi armati non statali alla loro responsabilità legale di proteggere la missione medica.

Oggi quella risoluzione rimane lettera morta. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano, infatti, un aumento costante degli attacchi contro il settore sanitario: nel 2024 si sono registrati  oltre 3.600 incidenti, il livello più alto mai documentato, con un numero di operatori sanitari uccisi almeno raddoppiato rispetto al 2021.

Come operatori sanitari, il nostro mandato etico e deontologico è chiaro: curare chiunque ne abbia bisogno, senza discriminazioni e nel rispetto della dignità umana. Colpire luoghi e personale di cura rappresenta non solo una grave violazione del diritto internazionale, ma anche un attacco ai valori fondamentali della nostra professione.

Al Governo italiano chiediamo di:

  • Condannare in modo chiaro, sistematico e pubblico tutti gli attacchi contro strutture sanitarie, personale medico e pazienti, in ogni contesto di conflitto e indipendentemente da chi li commetta.
  • Sostenere meccanismi indipendenti di indagine e accertamento delle responsabilità per gli attacchi contro la missione sanitaria, anche in sede internazionale.
  • Difendere l’integrità del Diritto Internazionale Umanitario, contrastando ogni tentativo di eroderne i principi.
  • Tutelare la neutralità, l’imparzialità e l’indipendenza dell’azione medica, in ogni sede multi e bilaterale.
  • Sostenere l’attuazione della Risoluzione 2286, promuovendo iniziative politiche e diplomatiche che garantiscano accesso alle cure e sicurezza per operatori e pazienti, inclusi corridoi per personale sanitario, ambulanze, pazienti e forniture mediche.

Gli ospedali non sono un campo di battaglia.
Personale sanitario e pazienti non sono un obiettivo

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Questo appello è promosso da MSF (Medici Senza Frontiere) e FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordine di Medici e Odontoiatri)

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