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  • Dopo un intervento di emergenza di due mesi nella Provincia dell’Equatore in Repubblica Democratica del Congo (RDC), le nostre équipe hanno iniziato a passare il testimone della risposta contro l’Ebola al Ministero della Salute locale e ad altre organizzazioni non governative a Mbandaka, Bikoro, Itipo e Iboko.

  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

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12 Luglio 2018

Oltre 600 persone, tra cui neonati e bambini, sono annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale nelle ultime 4 settimane soltanto. Queste tragedie, che rappresentano la metà delle morti in mare nel 2018, sono avvenute mentre non c’erano più navi di soccorso delle ONG attive nel Mediterraneo. Un mese fa le autorità italiane hanno impedito alla nave Aquarius, gestita in collaborazione da SOS Mediterranee e MSF, di sbarcare 630 persone soccorse in mare. Altre navi umanitarie hanno subito blocchi e ostacoli da parte degli Stati europei.

11 Luglio 2018

Confermiamo di aver ricevuto dalla Procura di Trapani una notifica relativa all’indagine sulle attività di ricerca e soccorso in mare delle ONG, un atto dovuto per procedere ad accertamenti tecnici su telefoni e computer di bordo acquisiti dallo scorso anno. Confermiamo la nostra collaborazione e auspichiamo una tempestiva conclusione dell’indagine.

11 Luglio 2018

AI SIGG.RI PREFETTI DELLA REPUBBLICA

AI SIGG. COMMISSARI DEL GOVERNO DELLE PROVINCE AUTONOME

TRENTO E BOLZANO

AL SIG.PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA

AOSTA

AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE NAZIONALE PER IL DIRITTO D’ASILO

AI PRESIDENTI DELLE COMMISSIONI E SEZIONI TERRITORIALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

 

E p.c. AL SIG. CAPO DI GABINETTO

11 Luglio 2018

Gentile Presidente Conte,
i continui e tragici naufragi di queste settimane stanno dimostrando come l’equazione "meno soccorso in mare uguale meno partenze" non sia solo sbagliata, ma soprattutto mortale.

10 Luglio 2018

Non tutti possono godersi la partita fino alla fine.

9 Luglio 2018

Mi ricordo Mosul. Era aprile 2017, la battaglia per espugnare la città dall'Isis ancora in corso. Tutti gli ospedali erano stati bombardati e la popolazione priva di ogni assistenza medica.

9 Luglio 2018

Un anno dopo la fine della battaglia di Mosul tra il gruppo dello Stato Islamico e le forze militari irachene, il sistema sanitario è ancora al collasso e a fatica riesce a far fronte al ritorno in città di migliaia di persone.

5 Luglio 2018

Dalla denuncia graffiante di Makkox e Mauro Biani alle emozioni di Alessandro Gottardo, dal tratto poetico di Fernando Cobelo alle linee geometriche di Fonzy Nils e allo stile concettuale e surreale di Emiliano Ponzi. Le T-shirt #Umani raccontano con l’arte l’essenza dell’azione umanitaria: esiste un solo aiuto, quello che non fa differenze.

2 Luglio 2018

Dopo un intervento di emergenza di due mesi nella Provincia dell’Equatore in Repubblica Democratica del Congo (RDC), le nostre équipe hanno iniziato a passare il testimone della risposta contro l’Ebola al Ministero della Salute locale e ad altre organizzazioni non governative a Mbandaka, Bikoro, Itipo e Iboko.

29 Giugno 2018

I governi europei devono ritrovare il buon senso e mettere fine alle politiche che costringono le persone a rimanere intrappolate in Libia o a morire in mare, è l’appello lanciato da MSF in occasione del Consiglio europeo. Con 220 persone morte annegate, la settimana scorsa si è registrato il maggior numero di morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno.

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