FAQ

Di seguito una lista delle risposte alle domande più frequenti che vengono poste dai nostri utenti, selezionabili per argomento.

 

Sono un cittadino italiano residente all’estero, quale contratto ricevo per la missione con MSF?

Offriamo contratti di collaborazione ai residenti in Italia. Se si dimostra di avere una residenza all’estero, il contratto verrà fatto dalla sezione operativa che gestisce il progetto per il quale si parte.

Sono titolare di partita IVA, posso fatturare la mia consulenza per la missione svolta per MSF?

No. Abbiamo scelto di assumere i nostri operatori umanitari con contratti di collaborazione per il periodo della missione.

Sto versando i contributi volontari; posso continuare a farlo durante il periodo di missione?

No. Purtroppo il versamento dei contributi alla gestione separata INPS interrompe l’eventuale versamento dei contributi volontari.

Sono iscritto alla gestione separata INPS e verso i contributi al 17%, ho diritto alla malattia e alla maternità?

No, è prevista solo la pensione. Dovrebbe essere la propria cassa previdenziale autonoma a provvedere in tal senso.

Sono iscritto a un albo professionale e verso i contributi previdenziali alla cassa autonoma prevista per quell’albo. Sarò iscritto ugualmente alla gestione separata dell’INPS? E qual è l’aliquota dei contributi?

L’iscrizione alla gestione separata non è obbligatoria per tutti. In questo caso l’aliquota dei contributi è del 17%, di cui 1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a nostro carico. Chi è obbligato a pagare la cassa professionale non deve pagare l’INPS.

Durante il contratto con MSF i contributi previdenziali vengono regolarmente versati?

Durante il periodo del contratto, versiamo i contributi previdenziali alla Gestione separata dell’INPS dei lavoratori parasubordinati.

È possibile utilizzare le ferie per partire con MSF?

Le ferie sono un diritto costituzionalmente riconosciuto (art. 36 Cost.), in cui l’astensione dal lavoro è rivolta al ripristino psico-fisico del lavoratore.

Ciò premesso, è necessario che il lavoratore dipendente che voglia usufruire delle sue ferie per partire in missione con noi ottenga un’autorizzazione scritta in tal senso da parte del proprio datore di lavoro.

Cosa succede in caso di infortunio o malattia?

Forniamo ad ogni operatore una copertura assicurativa sanitaria che include le spese per un’evacuazione sanitaria qualora fosse necessario. Inoltre, in ogni équipe è presente un medico responsabile delle cure degli infortuni minori e delle malattie meno gravi.

Che cosa offrite agli operatori?

  • Un contratto di collaborazione (a progetto o coordinata e continuativa), con un compenso lordo base di circa € 1.700 al mese;
  • il biglietto A/R dal luogo di residenza al luogo in cui si svolge la missione;
  • la copertura assicurativa sanitaria e responsabilità civile per tutta la durata della missione;
  • l’alloggio in loco (sistemazione in alloggi condivisi con camere singole dove possibile);
  • un per diem in moneta locale per tutta la durata della missione.

In caso di concessione di part-time verticale da parte dell’azienda che consente di lavorare per 6 mesi in ospedale e 6 mesi per MSF è possibile ricevere doppia contribuzione previdenziale?

Non ci sono problemi se nello stesso periodo si versano contributi previdenziali a due Fondi di previdenza distinti, cioè all’INPDAP e alla gestione separata. Non è possibile non versare i contributi alla gestione separata: l’azienda ospedaliera, infatti, versa solo in base alla retribuzione dalla stessa corrisposta. Il reddito che si percepisce da MSF deve essere assoggettato a contribuzione alla gestione separata al 17%.

Sono dipendente pubblico con contratto a tempo indeterminato: ho diritto all’aspettativa per partire con MSF?

No, il collocamento in aspettativa è facoltà del datore di lavoro. Deve essere sempre concesso su accordo del superiore gerarchico.

È possibile interrompere una missione?

In qualsiasi momento si può interrompere la missione ed essere rimpatriato a proprie spese. Se l’interruzione è decisa da MSF, il rientro è a nostro carico.

Quanto preavviso viene dato prima della partenza?

L’emergenza non è programmabile. Per questo l’operatore umanitario dovrebbe essere disponibile a partire con un preavviso molto breve. È difficile collocare gli operatori che richiedono un periodo lungo di preavviso.

A volte la situazione sul terreno impone improvvisi cambi di programma o la cancellazione della missione: l’intervallo fra accettazione e partenza può variare di molto. Gli operatori in attesa possono tenersi informati contattando la sede.

È possibile partire in coppia?

No. Questo vale tassativamente per la prima missione ed è comunque difficile in seguito.

La mia famiglia può accompagnarmi in missione?

Nella maggior parte dei casi le condizioni di vita in missione non permettono agli operatori di essere accompagnati dai figli o dai partner che non lavorano nella missione. Questo vale in modo tassativo per le prime missioni.

Quanto durano le missioni?

Richiediamo un impegno minimo di 6 mesi consecutivi. Molte posizioni specifiche hanno una durata di 9-12 mesi. Non è possibile partire per periodi limitati, sfruttando, per esempio, le vacanze estive.

Posso decidere il Paese della mia missione?

No. Assegniamo gli operatori umanitari a seconda delle esigenze dei progetti. Essi devono confermare la loro disponibilità in seguito alla proposta di missione. Chiediamo a tutti di essere flessibili e disponibili a lavorare dove c’è più bisogno. Tuttavia, particolari abilità e/o restrizioni (es. conoscenza di una sola lingua straniera) vengono prese in considerazione per ogni assegnazione.

Sono sanitario ma non ho visto il mio profilo sul sito, posso candidarmi ugualmente?

È vero che non tutti i profili di cui abbiamo bisogno sono elencati qui, in quanto ci sono talvolta bisogni puntuali di specifiche figure come epidemiologi, fisioterapisti, dietologi. Questo tipo di profilo viene valutato caso per caso. Visita la sezione “Operatori umanitari” o non esitare a contattarci per saperne di più.

Posso fare volontariato nella sezione di MSF Italia?

Sì, accettiamo un certo numero di volontari e di personale non remunerato all’interno dei nostri uffici e nei gruppi locali in Italia. Puoi consultare la sezione “Diventa volontario” per maggiori informazioni al riguardo.

È possibile partire come stagista?

Non è possibile, principalmente per ragioni legate alla sicurezza e per il fatto che limitiamo al massimo il numero di operatori internazionali rispetto allo staff locale.

Qual è il processo di selezione?

Dopo aver letto i requisiti e le modalità di partenza, puoi inviare la tua candidatura online, alla quale devi allegare una lettera di motivazione e un curriculum vitae (quest’ultimo in inglese o in francese).

Il Dipartimento delle Risorse Umane esamina la domanda entro due settimane dall’arrivo della stessa.

I candidati con esito positivo vengono invitati per una selezione (tecnica dell’assessment center) della durata di una giornata (dalle 9.00 fino alle 16.30). La selezione avviene solo presso l’ufficio di Roma, in via Magenta 5 (3° piano), vicino alla Stazione Termini.

In seguito a un esito positivo e tenuto conto delle referenze, i candidati verranno inseriti nella lista degli operatori pronti a partire per una missione.

Il Dipartimento delle Risorse Umane prepara l’operatore alla missione con briefing pre-partenza e eventualmente un corso specifico (PPD).

L’assegnazione della missione dipende unicamente dall’esigenza dei progetti e può avvenire entro un periodo di tempo che varia da pochi giorni ai sei mesi.

Esiste un limite d’età per partire con MSF?

Non abbiamo fissato una soglia di età per partire. Date le condizioni di vita difficili in missione, spesso in presenza di climi estremamente caldi o freddi, gli operatori devono fornirci un certificato di buona salute e idoneità fisica.

Quali sono i criteri di selezione che adottate?

I criteri base sono: esperienza professionale nel proprio ambito lavorativo di almeno due anni, disponibilità per un periodo minimo di sei o nove mesi e un’ottima conoscenza della lingua inglese e/o francese.

Per i profili non sanitari è necessaria la conoscenza di almeno due lingue tra inglese, francese e spagnolo. Le caratteristiche che possono favorire i candidati sono la flessibilità, eventuali esperienze lavorative nei paesi in via di sviluppo e spiccate capacità di adattamento a condizioni di vita molto dure.

Selezionate solo medici e infermieri?

No. Anche se la maggior parte dei nostri operatori ha una formazione medica, abbiamo bisogno anche di personale qualificato di sostegno:

  • personale paramedico (tecnici di laboratorio, psicologi, epidemiologi,…)
  • personale di supporto logistico/tecnico (ingegneri, tecnici per la potabilizzazione delle acque, costruttori, tecnici esperti in meccanica, elettricità ed idraulica,…)
  • personale amministrativo (responsabili delle finanze, risorse umane,…).

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