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  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

  • Abbiamo avviato la vaccinazione contro l’Ebola per gli operatori che lavorano in prima linea a Bikoro, Provincia dell’Equatore, in Repubblica Democratica del Congo, dove nelle ultime settimane stiamo collaborando con il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il contenimento dell’epidemia.

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7 Marzo 2018

Case bruciate, morti e decine di migliaia di persone in fuga. Sono le conseguenze degli scontri tra diverse comunità, iniziati nel dicembre 2017 e cresciuti di intensità nel mese di febbraio, intorno all’area di Djugu, nella provincia di Ituri, nel nord est della Repubblica Democratica del Congo. Per fuggire dai combattimenti, più di 42.000 hanno cercato rifugio in Uganda.

6 Marzo 2018

La prima missione a Khost, Afghanistan, di Giulia, ginecologa. Ce la racconta spiegandoci perché ha deciso di partire proprio con MSF. 

Vuoi diventare anche tu operatore umanitario e lavorare con noi? Scopri come fare!

3 Marzo 2018

Dopo un violento attacco avvenuto ieri a Rann, nello stato di Borno in Nigeria, Medici Senza Frontiere ha sospeso le proprie attività mediche nella città e ha evacuato 22 persone di staff nazionale e internazionale. Non è ancora chiaro quante persone siano state uccise e ferite in città, ma prima di andare via lo staff medico di MSF ha trattato 9 pazienti feriti.

2 Marzo 2018

Ci è appena arrivata una drammatica video-testimonianza da un ospedale materno-infantile colpito nei recenti bombardamenti nella Ghouta orientale. Ad inviarcelo sono stati i medici che lavorano nella struttura, che supportiamo dal 2014.

28 Febbraio 2018

Oggi la tenda riscaldata fornita da MSF e gestita dalla Caritas per offrire riparo a decine di migranti e rifugiati a Gorizia verrà rimossa per motivi amministrativi, ma ancora non è chiaro dove queste persone, ed altre che arrivano quotidianamente, potranno trovare riparo nel medio e lungo termine. La tenda, che ospitava circa 60 persone ogni notte, viene smantellata perché l’autorizzazione concessa dal Comune di Gorizia decade nei prossimi giorni.

28 Febbraio 2018

Per due giorni, il 17 e 18 febbraio, associazioni e avvocati si sono mobilitati alla frontiera franco-italiana per permettere alle persone che si presentano alla frontiera francese di esercitare i loro diritti, nel rispetto della legislazione nazionale, europea ed internazionale.

27 Febbraio 2018

I violenti bombardamenti nella Ghouta Orientale, in Siria, hanno ferito 3.300 persone e ne hanno uccise 630 in soli 7 giorni. Più di 10 strutture che supportiamo sono state colpite. L'assedio impedisce l'arrivo delle medecine mentre le bombe continuano a cadere.

24 Febbraio 2018

Il numero delle vittime nell’enclave assediata di Ghouta orientale, in Siria, sta aumentando oltre ogni immaginazione mentre la capacità di fornire cure mediche è agli sgoccioli. Gli ospedali e le strutture sanitarie supportate da MSF hanno ricevuto più di 2.500 feriti e oltre 520 morti in cinque giorni di intensi attacchi e bombardamenti.

23 Febbraio 2018

In sei mesi, dal 25 agosto 2017 ad oggi, sono circa 700.000 i rifugiati Rohingya fuggiti dal Myammar per trovare rifugio nel distretto meridionale di Cox's Bazar, in Bangladesh, dove vivono in campi sovraffollati e precarie condizioni igienico-sanitarie. Una fuga che continua ancora oggi.

22 Febbraio 2018

Nei nostri 46 anni di storia, abbiamo utilizzato la nostra presenza sul terreno e la prossimità con i pazienti per testimoniare e portare all'attenzione del mondo la situazione delle popolazioni colpite da malattie, disastri naturali e conflitti.

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